Ma senza base non si può cantare
e con la base non si può stonare,
non si può sbagliare.
Perché ci vuole orecchio….
Chi ha perso il ritmo si deve ritirare…..
Chi non sa stare a tempo,
Prego andare…….

Enzo Jannacci

Ha vinto chi ha vinto: il Pd. Ma i cocci sono suoi. I cocci di un partito disanimato.
I cocci della democrazia, che il Pd doveva rianimare. I cocci del civismo emiliano umiliato in questo otto settembre della partecipazione.
Questa astensione non è il frutto di un nuovo rapporto con la politica o, come si è detto, della certezza del risultato, che in Emilia Romagna c'è sempre stata.
Ci allarmammo solo quando Errani venne sfidato da Canè. Credevano fosse il mitico Dante, campione bolognese dei pesi massimi. Era solo il Direttore del Resto del Carlino.

È  stata un'astensione onesta, un rifiuto che è un voto, meditato, sofferto,nulla a che vedere col qualunquismo e l'antipolitica, punita al pari della politica.
Meno votanti della Calabria è un dato che parla da solo, che urla, come il quadro di Munch.
La nostra gente non ha cambiato pelle nè cuore. Se la politica avesse mostrato il volto dei giorni migliori non avrebbe disertato le urne. Se saprà riscattarsi tornerà a votare. Se non lo farà non cerchi alibi.
Le persone si sono allontanate dai partiti perché i partiti si sono allontanati da loro.
Anche la Lega, che ha meno consensi del 2010. Lo sciocco guarda solo alle percentuali, il saggio conta i voti. E si preoccupa, si interroga, si corregge.
Il disagio c'è da anni. Lo abbiamo  nascosto sotto terra, come fanno i gatti.
Confidando nel senso di responsabilità che spinge la sinistra a recarsi al seggio comunque. Continuare a ignorarlo è un crimine contro la democrazia.

Non c'è peggior sordo….

 

Eppure il messaggio è stato forte e chiaro. Tutti l'hanno potuto udire.
Ma ciò che conta, risponde Marco Polo all'imperatore che gli chiede, nel romanzo di Calvino, se narrerà in patria le cose viste, non è quel che la bocca dice ma quel che l'orecchio di chi ascolta ritiene.

Il Pd ritiene che non sia accaduto niente di importante. E impacchetta un evento storico nella carta untuosa di spiegazioni convenzionali che non danno conto di nulla.
Se i dubbi servono a farci crescere, come dice Cartesio, siamo in piena regressione infantile.


Passata la festa…

 

Il commento di Renzi sul trascurabile rilievo del fenomeno trasuda cinismo.
Specie se lo si raffronta alla preoccupata enfasi che l'allora aspirante Segretario esibì per una più modesta astensione in occasione delle elezioni regionali e comunali del 2010 e 2013.
L'astensionismo fa paura, disse,abbiamo fatto il sorpasso in retromarcia, mi piace la politica come coinvolgimento. Viene a mente il proverbio : passata la festa gabbatu lu Santu. Ci vorrebbe più rispetto, un linguaggio di verità. Che, si diceva un tempo, è rivoluzionaria.
Tra tutti gli uomini che reggono le sorti di altri uomini Papa Francesco sembra rimasto l'unico a pensarlo.

Tre ragioni tre

 

Affermando che l'astensione non va messa in carico al Governo, Renzi dice due terzi di verità. Ci sono contrarietà al suo operato,  contraddizioni del Pd irrisolte e una questione regionale ostinatamente negata.
Alle regionali del 2010, senza scandali, il centrosinistra passò dal 67 al 52% dei consensi. La spinta al cambiamento ha perduto l'antico slancio e la fertile dialettica fra il pensiero comunista e quello cattolico e liberale si è isterilita nell'incontro che si voleva rigeneratore. Se si avesse il coraggio di guardarsi dentro  qualcosa si potrebbe capire.
E perfino fare.

Il legno storto

 

Le critiche formulate da Renzi a una gestione del partito distante dalla società vennero respinte da chi ne reggeva le sorti.
Andate a rileggervi i commenti, invertite i ruoli e vedrete che il prodotto non cambia.
La crisi di rappresentanza viene da lontano, così come l'esodo degli iscritti e la sordità alle critiche. “C'è qualcosa che non gira fra noi e la società” osserva Bersani.
C'era anche quando eri segretario tu, PierLuigi.
Quando tanti dei tuoi, che oggi sottoscrivono ogni atto del nuovo segretario, accusavano chi dissentiva di volere il male del partito. Come la Serracchiani fa con te. È sempre la stessa storia.
Il legno è storto, caro Pierluigi, e avremmo dovuto drizzarlo il giorno in cui capimmo che lo era. Ora forse è tardi. Ci vorrebbero bravi falegnami.

Elementare, Watson

 

Landini sostiene che gli sgravi fiscali di Renzi non indurranno le imprese a investire in Italia. Figuriamoci gli scioperi.

Grilleide

 

Io non basto più, ha dichiarato Grillo.
Per noi basta e avanza.

(Guido Tampieri, Libero Pensatore)