Imola. Qualche piccolo passo avanti è stato fatto nell’incontro del 3 dicembre in Provincia a Bologna sulla pesante crisi della 3Elle. Alla fine è stato steso un verbale sui numeri che la coop sta elaborando nel quale si cerca di lasciare in un certo modo tutelati, più o meno, i circa 270 lavoratori.

Per prima cosa c’è l’impegno da parte dei vertici della coop a presentare un piano concordatario che garantisca la continuità produttiva, sempre che venga approvato dal tribunale, questo è il punto fondamentale che si attende durante questo mese cruciale. Dopodiché, se il pronunciamento del tribunale sarà positivo si potrà costituire una nuova newco, la 5Elle, con un’ottantina di dipendenti che continuerebbero a produrre porte e infissi per il legno.

E per gli altri lavoratori? Le due ipotesi sono le seguenti: la prima è che  l’azienda dal 18 dicembre apra la mobilità volontaria per un numero consistente di persone che già ora l’hanno chiesta (pare una novantina); la seconda è che forse ci saranno le condizioni per chi non vuole la mobilità e non rientra nei piani della coop di mantenere, come 3Elle, la cassa integrazione straordinaria di un anno a zero ore prevista per procedure concorsuali ministeriali. Venerdì 5 dicembre, intanto, si terrà un’assemblea sindacale in azienda dove sarà riconfermato lo stato di agitazione e saranno predisposti strumenti di pressione eventualmente da mettere in campo.

Il tavolo in Provincia sarà riconvocato a valle della decisione del tribunale che tutti i partecipanti al tavolo del 3 dicembre, sindacati di categoria, Rsu e vertici della coop, venga accettato.

(m.m.)