Imola. Terreni agricoli, dal governo Renzi è arrivata una prima positiva risposta ai rischi paventati fino a un giorno fa con il rinvio al 2015 per il pagamento dell'Imu sui terreni agricoli e la revisione dei nuovi criteri di esenzione previsti.

“Sul tema, insieme con altri colleghi del Pd – scrive il deputato imolese Daniele Montroni – due giorni fa ho firmato un'interrogazione indirizzata al ministro delle Politiche agricole e forestali, Maurizio Martina, e una lettera a prima firma degli Onorevoli Fiorio (commissione Agricoltura), Verini (commissione Finanze) e Borghi (commissione Ambiente) inviata al Presidente del Consiglio Renzi. La questione, per come era stata paventata, era grave. E avrebbe inciso molto negativamente su circa 2.500 Comuni italiani obbligandoli a versare allo Stato circa 350 milioni di euro, non previsti, entro il 16 dicembre. Solo nel nostro Circondario, il valore di questa misura sarebbe stata di circa 650mila euro per Imola, 400mila per Castel San Pietro e 540mila per i quattro comuni della vallata del Santerno. Un conto davvero troppo salato. Fortunatamente dall'Esecutivo è arrivato il dietrofront”.
Il contestato decreto interministeriale (Economia, Interno e Politiche agricole) nell’assoggettare i terreni agricoli al pagamento dell’Imu, divideva i Comuni in tre fasce sulla base dell'altitudine del Municipio di riferimento. Le regole pensate sancivano che: fino a 280 metri tutti i proprietari di terreni agricoli dovevano pagare l'Imu; tra i 281 e i 600 metri erano esenti solo i proprietari coltivatori diretti o imprenditori professionali iscritti alla previdenza agricola; oltre i 601 metri esenti tutti i proprietari. La norma risultava retroattiva, ovvero faceva riferimento al 1° gennaio 2014. Secondo il decreto sarebbero stati esentati solo 1.578 Comuni. Il Governo ha perciò accolto le rimostranze e fatto un passo indietro. Nulla di tutto ciò al momento entrerà in vigore ora: se ne parlerà nel 2015 con criteri differenti rispetto a quelli appena descritti.