Imola. Durante un interessante dibattito, che si è svolto alla Sacmi ed era dedicato all’eredità di Adriano Olivetti e alla sua contiguità con la cultura cooperativa, abbiamo incontrato il presidente nazionale di Legacoop, Mauro Lusetti, al quale abbiamo chiesto una prima riflessione sull’andamento delle assemblee fin qui svolte.

 

“A due terzi del percorso, emerge una larga condivisione dei documenti precongressuali, e la riflessione è stata arricchita da ulteriori considerazioni, come ad esempio sul tema dei beni comuni o quella della internazionalizzazione. Un altro dato che emerge è il rinnovamento abbastanza importante della governance, dei gruppi dirigenti con un evidente segno di novità legato al genere e alle generazioni.”


Il tema centrale del congresso è quell’ì dell’Alleanza delle cooperative Italiane. A due terzi del cammino, è stata largamente condivisa?

“Dal punto di vista di ciò che emerge dai congressi vedo una forte volontà di andare in questa direzione.  il fatto di aver posto il tema al centro del confronto congressuale ci ha permesso di far vivere la questione non solo ai vertici ma anche fra la base associativa.

Al di là di  qualche comprensibile scetticismo c’è la forte convinzione che questa è la strada giusta. Come tutte le grandi idee richiede un grande sforzo; di problemi ce ne saranno, ma oggi non esiste nulla di facile e semplice.”


Si è fatto un richiamo alla maggiore presenza del genere, quindi delle donne. In Emilia è stata particolarmente eclatante, visto che la Romagna, Bologna e Emilia Nord Ovest sono guidate da presidentesse. C’è anche una delusione verso il genere maschile’

“Il movimento cooperativo rifugge da qualsiasi logica di rottamazione, non è nella nostra cultura. C’è un rinnovamento, che in alcuni casi è stato cercato, mentre in altri è fisiologico, e la somma di queste due cose ci dice che esiste la necessità di passare il testimone ad altre generazioni.”