Imola. L’obiettivo, in attesa del pronunciamento del tribunale su un piano concordatario per la 3Elle, resta lo stesso: continuare a operare per la presentazione di un progetto che mantenga un polo produttivo industriale in grado di garantire occupazione. Così si sono espressi I lavoratori della 3Elle che si sono riuniti il 5 dicembre per valutare gli esiti del confronto tenutosi presso la Provincia di Bologna il giorno 3 dicembre e gli sviluppi della crisi che ha coinvolto l'azienda.
L'assemblea ha valutato positivamente il verbale sottoscritto soprattutto perché c’è l'impegno di tutto il tavolo (compreso quindi anche Legacoop Emilia-Romagna presente all'incontro con il presidente Giovanni Monti) a ricercare soluzioni per tutti i lavoratori (270 circa) coinvolti nella crisi aziendale, ovvero non lasciare nessun lavoratore senza una prospettiva certa.

Pertanto il confronto dovrà proseguire al fine di individuare il giusto mix tra gli strumenti utilizzabili a tale scopo: attivazione degli ammortizzatori sociali quali la mobilità non oppositiva e/o cassa integrazione straordinaria oppure trovare lavoro in una eventuale newco (5Elle) che rilevi il ramo produttivo della 3Elle; infine altre opportunità di ricollocazione.
È chiaro che le prossime ore saranno decisive per il futuro dell'azienda e degli addetti coinvolti: la data odierna rappresenta un'importante scadenza nell'ambito della procedura concorsuale. L'assemblea dei lavoratori 3Elle valuta però che a questo punto possano esserci tutte le condizioni che consentano una gestione governata della crisi. Si ritiene cioè che si possa garantire una continuità industriale e produttiva e contestualmente una gestione delle ricadute occupazionali.
L'assemblea ritiene infine che non si possa più indugiare sull'apertura di una procedura di mobilità con il criterio della non opposizione al licenziamento, in quanto ciò è possibile farlo in tempi rapidi, anche al fine di dare garanzie e certezze ai lavoratori ultracinquantenni che si troverebbero gravemente penalizzati a partire dal 2015.
L'assemblea ha inoltre confermato lo stato di agitazione già in corso, conferendo il più ampio mandato a Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil a proclamare tutte le iniziative di lotta (nessuna esclusa) che saranno eventualmente ritenute necessarie.