Imola. Già rubare è grave, ma lo è ancora di più farlo nei confronti dei poveri e di chi li aiuta nel periodo delle festività natalizie quando tutti dovrebbero essere un po’ più buoni. E invece a finire nella lista ormai lunghissima dei furti, nella notte del 4 dicembre, è stata la Bottega del commercio equo e solidale in pieno centro storico, a fianco della Galleria Risorgimento dove pochi giorni fa i ladri erano entrati negli uffici dei gruppi consiliari del Comune. Che siano gli stessi?

Per ora è difficile dirlo, probabilmente si tratta di persone giovani o molto magre perché sono entrate, dopo essersi aggrappati alle vetrate magari sostenuti verso l’alto da amici, sfondando un pezzo in legno della parte superiore alla porta.

La razzia è stata di oltre 400 euro che si trovavano in cassa, alcune bottiglie di vino e bibite, sciarpe e borse. Ma i danni sono maggiori poiché hanno fatto atti di vandalismo pure nei bagni e bisognerà cambiare la serratura alla porta visto che forse sono usciti di lì. Come è possibile che un luogo così centrale non venga strettamente sorvegliato di notte  quando si sa che da tempo in quella zona si ritrovano ragazzi in parte dediti ad atti di teppismo? Da quando il prefetto è venuto in città a dire che i furti sono diminuiti, si è assistito a un’escalation. Perché non  mettere telecamere in quella zona specialmente dopo l’irruzione nei  gruppi consiliari? Sono interrogativi che il 5 dicembre i volontari e i clienti della Bottega del commercio equo e solidale si ponevano senza riuscire a darsi risposte esaustive.

(Massimo Mongardi)