Imola. Per fortuna che la gente ha la memoria corta. Sindaco e assessori compresi. Allora proviamo a ricordare alcune cose. Mi ritorna in mente… che, non più tardi di alcuni mesi fa, molti cittadini e l’assessore Davide Tronconi (il sindaco no, non è mai venuto, forse perché aveva cose più importanti da  rincorrere) si sono trovati più volte per discutere del perché il Comune di Imola avesse deciso di trasformare diverse aree verdi in aree edificabili. Chi c’era con un po’ di esercizio di memoria si ricorderà che uno dei ritornelli era: “E’ una scelta necessaria per mantenere i livello dei servizi e per evitare aumenti di tariffe”. La stessa cosa, a noi poveri cittadini che non sappiamo bene cosa significa governare, ci è stata spiegata più volte anche da autorevoli esponenti del Pd.

Ebbene la forza propulsiva di quelle vendite si è già esaurita in pochi mesi, visto che ora si annunciano aumenti delle tariffe degli asili. E chi ci spiegava che si vendeva per evitare proprio questo che fine ha fatto? E costoro cosa voteranno in Giunta e in Consiglio comunale?

 

C’è un tarlo che noi cittadini dobbiamo evitare che si instauri nei nostri pensieri: l’inevitabilità di tale scelte.

Non è così. Qualsiasi scelta è figlia di una volontà ben precisa. In questo caso la volontà è quella, senza porsi tanti problemi, di scaricare sui cittadini l’aumento di costi dei servizi (senza poi spiegare a cosa sia dovuto questo aumento). Così come è stata una scelta quella di trasformare la tassa rifiuti in Tari, scaricando sui cittadini i costi dei servizi indivisibili (illuminazione, manutenzioni, ecc.). Ci dicono che il Comune non è più in grado di coprire tali costi perché lo Stato gli ha tagliato i finanziamenti, perché c’è il Patto di stabilità, perché, perché…

(A proposito vi siete mai chiesti perché spezzettano le imposte e si inventano decine di sigle? Ormai il giochino è chiaro: è più difficile per il cittadino capire quanto in effetti paga in un anno, cosa che sarebbe molto semplice e comparabile con un unico balzello).

 

E’ vero le risorse saranno anche meno, ma è altrettanto vero che sarebbe necessario utilizzare meglio quelle che ci sono, e per meglio significa utilizzarle per fini di utilità pubblica. E' una questione di volontà politica e, permetteteci, di capacità di governo e di perseguimento del bene pubblico. Mi ritorna in mente… che non più tardi di qualche settimana è stato sbandierato ai quattro venti quel milione e mezzo di euro (circa tre miliardi di vecchie lire) che, frutto del fallimento di quel gran progetto che era lo scalo merci, ora re-imboccano la via Emilia verso Imola con destinazione autodromo.

 

Sarebbe proprio bello, a proposito di nuovo modo di fare politica, che uno dei tanti assessori interessati (forse tutti), o il sindaco, ci spiegassero dove sta l’utilità pubblica, o meglio ancora per esser più chiari, cosa viene in tasca ai cittadini, di quel milione e mezzo speso al di là del Santerno. Siamo proprio convinti tutti (sindaco, assessori, politici e cittadini) che non c’era un modo diverso e migliore per spendere quelle risorse? Anche perché, mi ritorna in mente…, che nell’autodromo il Con.Ami, quindi noi cittadini, abbiamo già buttato e stiamo continuando a buttare anno dopo anno milioni di euro. Solo un esercizio furbesco di togliere tali cifre dal bilancio di Formula Imola per inserirlo in quello, molto più difficile da comprendere, del ConAmi non ci permette di capire fino in fondi di quali cifre stiamo parlando.

 

Mi ritorna in mente… quando l’allora candidato sindaco Daniele Manca ci diceva che con lui il palazzo di via Mazzini 4 sarebbe stato di vetro, dove tutto sarebbe stato di una trasparenza cristallina. Alla faccia!

Per fortuna che abbiamo la memoria corta… e poi domani c’è da pagare la Tari, dopo domani la tariffa degli asili, dopo dopodomani l’Imu (o come cavolo si chiama) e dopo dopo dopodomani chissà cosa, ah già, la bolletta di Hera e dopo dopo dopo dopodomani?

Meglio allora non farci tornare in mente nulla e metterci lì a fare i conti per capire se con ciò che ci resta riusciamo anche quest’anno a festeggiare il Natale.

(Valerio Zanotti)