Imola. A Bologna nel 2015 nascerà F.I.CO., un megaparco agroalimentare e tematico nell’area CAAB di 80.000 mq., di cui circa 27.000 di area produttiva-espositiva, 11.000 per la ristorazione, 9.000 per la commercializzazione dei prodotti e 2.000 per un centro-congressi.

 

Bologna infatti è al centro della regione considerata la più importante al mondo per i prodotti agroalimentari di qualità, per la cucina e per le eccellenze enogastronomiche, primato ormai certificato anche dai media a livello internazionale.

 

Nella prospettiva ravvicinata dell’Expo e in quella più generale delle scelte europee che valorizzeranno sempre più progetti di qualità che siano ben integrati nel territorio, la scelta pare azzeccata, anche perché Bologna è già al centro di importanti vie di comunicazione, ha strutture e servizi come fiera, aeroporto, università, aree attrezzate commerciali, servizi vari pubblici e privati. E poi, sta per partire la Città Metropolitana… Dunque, F.I.CO. si candida a divenire polo di eccellenza non solo regionale, ma addirittura nazionale.

 

Se queste sono le prospettive, bene hanno fatto alcune associazioni imolesi (Centro studi “A. De Gasperi” – Osservatorio Asia – Imprese e Professioni – Centro Studi Luigi Einaudi) ad organizzare un momento di confronto e riflessione che il 10 dicembre a partire dalle ore 17,30 presso il Circolo Sersanti di Imola vedrà confrontarsi i relatori prof. Andrea Segrè (Presidente CAAB ed ideatore del progetto F.I.C.O.) e la dott.ssa Tiziana Primori (amm. Delegato di Eataly world Bologna), introdotti e coordinati dall’on. Bruno Solaroli.

 

Bene, perché Imola non deve perdere anche questo treno, non deve rimanerne fuori o ai margini, avendo tipicità da difendere, promuovere e valorizzare: ristoranti di buon livello e di eccellenza, agricoltura tradizionalmente forte,  produzione vitivinicola importante, settori ortofrutticoli di spicco, prodotti tipici e doc-dop-docg eccetera, addirittura prodotti con il nome della città (il “garganello di Imola” la “albicocca Imola”), un settore di produzione e distribuzione di prodotti biologici in crescita e così via. Ancora, una nutritissima batteria di “prodotti tipici” come tali riconosciuti dalla Regione e dagli altri organismi preposti: pasta, carni, salumi, formaggi, ortofrutta, dolci, olio, vini, miele, e: “chi più ne ha più ne metta!”

 

Non si può dunque rimanere impreparati all’appuntamento e sicuramente l’iniziativa sarà di stimolo per le istituzioni, le associazioni e le imprese, affinché cambino marcia, si confrontino con questo grande progetto e portino il territorio  imolese nel suo complesso a comparteciparvi.

Il tutto nella prospettiva di un rilancio del turismo e della cultura, aspetti di cui spesso si parla, ma che hanno bisogno di idee innovative e di scelte concrete.

 

 

(Marco Pelliconi)