Si, stupendo, mi viene il vomito,
è più forte di me

Vasco Rossi

Che Roma non fosse la capitale morale del bel Paese, lo si sapeva da un paio di mille anni.
Oddio, non che a Milano, da qualche tempo, le cose vadano benissimo. E così pure in altre contrade dove circola un po' di denaro, meglio se pubblico. I dati della corruzione sono noti da tempo, dello sfilacciamento della fibra morale ci riempiamo ogni giorno la testa, e la bocca. 

Porvi rimedio è più difficile. Cambiare l'Italia senza cambiare gli italiani, come vorrebbe Renzi, potrebbe rivelarsi una sottovalutazione. Certo non basterà commissariare federazioni, come è pure doveroso fare.
Nel verminaio venuto alla luce ad opera della magistratura senza che nessuno, come sempre, in nessun partito, avvertisse alcunché di quel tanto o poco che maleodorava nei propri armadi, ci sono responsabilità che vanno tenute distinte perché differente è la loro natura.

La trasversalità della contaminazione non oscura il fatto che è con la destra di Alemanno che si struttura il sistema venuto alla luce, nell'intreccio fra camerati di lotta, come li chiama l’on. Gasparri, malavita, affarismo e politica.
Sono gli anni in cui la Lega, titolare del dicastero degli Interni, celebra le virtù dell'uomo di estrema destra voluto da Berlusconi al Campidoglio, banchettando con lui a fettuccine e polenta nelle piazze romane. Il buon gusto suggerirebbe di non alzare la voce.

Ciò che è accaduto prima e quel che ne è seguito dopo è espressione di una più fisiologica patologia. Quella che ha reso l’Urbe una città caotica, con periferie trascurate e una speculazione divorante anche con Veltroni e Rutelli, ripudiato in seconde nozze dai romani malgrado si nutrisse frugalmente di pane e cicoria.
Quella che ha corroso i comportamenti individuali di politici e funzionari, tentati da troppe occasioni e da un labile controllo di legalità.
A Roma forse più che altrove , anche se ovunque si abbassa la soglia di attenzione e non si va troppo per il sottile nella scelta degli uomini la mala pianta si diffonde.
Ora qualche bello spirito vorrebbe risolvere il problema con lo scioglimento del Consiglio Comunale per mafia e la rimozione di Marino, che porta scritto in volto l'estraneità antropologica a questo fetido miseriume.
Forse sarebbe meglio dargli una mano.
A cominciare dal farisaico partito che fino a pochi giorni fa lo misconosceva.

Un saturniano a Roma 

 

“Via i signori delle tessere” tuona il presidente-commissario Matteo  Orfini,quarantenne, romano, tutta una carriera negli organi dirigenti della capitale.
E quell’aria un pò così, che hanno quelli che ci fanno.

Il lamento di Ignazio

La sola volta che l'ho incontrato conversammo di San Paolo. Parla un inglese fluente, anche se non al livello di Renzi e Rutelli. Non ha mai promesso missioni umanitarie in africa. Non appartiene a giri e conventicole. Non ha rapporto coi potentati romani.
Non riempie aziende ed enti con parenti e sodali. I buchi, di bilancio e sulle strade li ha ereditati dai celebrati predecessori. Era un professionista affermato. Prima di imbarcarsi in questa avventura politica. Per ragioni che ai suoi cari risultano oscure.
Si sposta in bicicletta (a Roma!) anche da sindaco. Marino forse non sarà un fenomeno ma sembra tanto una brava persona. Massacrato per una panda rossa, davvero poco trendy.
La persona sbagliata, nel momento sbagliato, nel Paese e nella città sbagliati.
Italiani brava gente è solo il titolo di un film.
Nb. Questa nota è stata scritta prima dello scandalo.

Poletti e la legge dei grandi numeri

Non so dove, quando nè con chi, ma sono convinto, in vent’anni di governo, di aver stretto la mano e forse perfino cenato con qualche non disvelato cialtrone.
Senza nulla chiedere e ricevere.
In fede Tampieri Guido.

L'uovo di castoro 

Se si abbassano le tasse al 15%,sostiene il segretario della Lega non più nord, si risolvono d’un colpo tutti i problemi dell'Italia.
Se si abbassa al 15% l’intelligenza degli italiani, pensiamo noi, Salvini ha buone probabilità di diventare premier.

Saliscendi

Ravenna è un buon posto per viverci. A prescindere dalle classifiche. Che una volta ti portano giù e la volta dopo su, e uno dice ma come può essere se non è cambiato niente, il buco in strada è sempre lì, solo un pò più grande, il marciapiede è ingombro delle solite cacche, in questi giorni di pioggia non si circola e, con questi chiari di luna, senza una lira, tutto, anche l'umore, è un pò peggio di sempre.
Apprezziamo e ringraziamo, naturalmente, il Sole24ore per il corroborante riconoscimento alla città, se non fosse che, in questo ossessivo rincorrersi di inclassificabili classifiche, già immaginiamo le discussioni dell'anno prossimo allorquando, come è accaduto ad altre città scoprissimo di essere precipitati al 28º posto.
Senza un vero perché.

La formula magica

 

Richiesto di esprimere il suo stato d’animo per l'inserimento nella graduatoria mondiale di 50 insegnanti che si sono distinti nella loro attività, un professore di  italiano ha risposto: “questo è il massimo”.
La coscienza di aver fatto bene il proprio lavoro e il riconoscimento del suo impegno gli sono sembrati il premio più grande. Se fossimo tutti così usciremmo presto dalla crisi. Forse non ci saremmo nemmeno entrati.
Chapeau 
  

(Guido Tampieri, Libero Pensatore)