Imola. Nessun aumento per i nidi e le scuole dell’infanzia dell’imolese, solo un adeguamento Istat. Lo rende noto il vicesindaco Roberto Visani: “Conosciamo bene le difficoltà di questo momento storico e non intendiamo certo scaricare sulle famiglie il costo della crisi. Lavoreremo invece per qualificare ulteriormente il nostro sistema dei servizi educativi convinti che la ‘buona scuola’ sia il più importante investimento per garantire il diritto al futuro dei nostri figli”.

 

Oggi sono 564 i bambini iscritti ai nidi d’infanzia che vengono accolti per il 61% nei nidi comunali e per il 39% nei nidi privati convenzionati. Sono invece 1.816 i bambini dai 3 ai 6 anni che vengono accolti nelle scuole dell’infanzia: di questi il 37% frequenta le scuole d’infanzia statali e il 63% quelle paritarie (comunali e private. “Il sistema dei servizi educativi per la prima infanzia rappresenta da più di 40 anni un patrimonio culturale e sociale della nostra città – sotolinea Visani -. La collaborazione fra le Istituzioni pubbliche e le diverse realtà della società civile organizzata ha dato origine ad un sistema integrato in grado di accogliere il 100% delle domande espresse dalle famiglie. E’ questo un grande risultato di cui tutti gli imolesi possono essere orgogliosi”.

 

Attualmente la retta massima dei nidi d’infanzia è di € 402,80 al mese per le famiglie con redditi Isee oltre i 25.000 euro. Per i redditi inferiori è prevista una retta personalizzata che scende progressivamente fino a 90 euro al mese; attualmente sono circa il 60% le famiglie che usufruiscono di una retta agevolata. Vale la pena ricordare il costo della retta massima applicata nei nidi di alcune realtà a noi vicine: Bologna € 518,32 , Ravenna € 415, Modena € 505, Faenza € 630.

 

La retta delle scuole dell’infanzia comunali imolesi è invece di € 135,95, una cifra riferibile unicamente al costo della mensa scolastica; anche in questo caso vengono applicate agevolazioni che interessano il 25% delle famiglie. L’Amministrazione Comunale intende assicurare le famiglie che usufruiscono dei servizi all’infanzia che non è previsto alcun aumento delle tariffe scolastiche e che intendiamo conservare tutte le agevolazioni messe in campo in questi anni. Così come concordato con le Organizzazioni Sindacali è previsto esclusivamente un adeguamento all’indice Istat che sarà applicato a partire dall’anno scolastico 2015-2016 il cui importo massimo si aggirerà, per i redditi più alti, sui 2,80 euro al mese per le rette dei nidi e sui 0,95 euro al mese per le scuole dell’infanzia.