Nella nostra provincia la soddisfazione è generale. Ovviamente anch’io sono contento. Seguo questa classifica de “Il Sole-24 ore”, da quindici anni. Mai, com'è noto, Ravenna era stata in testa. Spesso in buona posizione, mai però prima. Vince con seicento punti su mille. Ripeto, sono contento, però penso a tutti gli altri che stanno meno bene o peggio di noi. Le province sono centosette. Dal 2005 Ravenna è sempre stata tra le prime quindici. In particolare, quarta nel 2005, quinta nel 2011, sesta nel 2013, settima nel 2006 e ottava nel 2008.

 

Solo due giorni fa sono riuscito ad avere la versione cartacea contenente tutti i dati, la quale, rispetto a quella scaricata da internet, consente un lavoro di analisi molto più agevole.

La mia prima considerazione è questa. E’ bello essere in testa, però è un fatto che gli spostamenti delle province nella classifica, non sempre sono determinati da miglioramenti o peggioramenti reali. Il perché è presto detto. Quasi tutti gli anni, una parte degli indicatori presi a riferimento, cambiano. Ed è successo che, per esempio, rispetto all’anno 2000, ne siano stati persi per strada alcuni i quali, secondo il mio parere, non avrebbero dovuto essere abbandonati. Vedi: trasporti; incidenti stradali; suicidi o tentativi; regolarizzazione lavoratori; infrastrutture; decessi per tumore. Per quest’ultimo caso, va osservato che c’è l’indicatore dell’aspettativa di vita (ottima la posizione di Ravenna), ma non sono la stessa cosa. Ravenna, da oltre dieci anni, salvo il 2010, rispetto alla prima, ha un punteggio inferiore mediamente del 6%. Con i suoi 600 punti attuali, Ravenna ne ha solo dodici in più rispetto alla media delle altre nove province che assieme a lei formano la prima decina della classifica. Ha due punti in più rispetto alla seconda e sei alla terza.

 

Detto questo, vediamo quali sono gli indicatori nei quali la nostra provincia eccelle e quelli nei quali invece si trova in posizione arretrata. Gli indicatori sono trentasei, ma esamino solo quelli che ci dicono qualcosa di significativo.

Ravenna occupa ottime posizioni nelle seguenti classifiche:  rapporto impieghi/depositi; rapporto sofferenze/impieghi (indicatore crediti difficili); tasso di occupazione; asili nido; nell’indicatore sanità è al quinto posto, però l’indicatore prende in considerazione solo il tasso di emigrazione ospedaliera; speranza di vita media; velocità della giustizia. E’ al primo posto nell’indice di giovinezza: under 15/over 64 . 2000 uguale 100.

 

Gli indicatori che presentano posizioni negative per Ravenna sono soprattutto i seguenti, e riguardano questioni rilevanti. L’indice Ecosistema urbano ci colloca al cinquantesimo posto, a metà classifica. Per i divorzi e separazioni siamo, anche in questo caso, a metà classifica. Peggio per l’inflazione, al settantesimo posto e per il costo dell’abitazione, al sessantottesimo. A proposito di questi due ultimi indicatori, si può convenire che siano interessanti e necessari, ma non ci dicono con sufficiente approssimazione qual è il potere d’acquisto dell’euro nelle singole province italiane. Sarebbe un indicatore da introdurre. Noi possiamo fare un tentativo per valutare il potere d’acquisto dell’euro, adottando, come base di calcolo, il costo della casa. Nella nostra provincia, il costo medio per mq di una casa in semicentro, è di 2.150 euro. La media nazionale è di 1948 euro. Nella nostra provincia quindi è del 10,37% superiore. Con buona approssimazione, ritengo si possa sostenere che quella percentuale ci dice di quanto il costo della vita nella nostra provincia supera la media nazionale.

 

Il settore nel quale la nostra provincia tocca il fondo, è quello dell’ordine pubblico: solo quattro province su 107 stanno peggio della nostra (si tratta della microcriminalità). In tutti gli indicatori del settore siamo collocati male: scippi e borseggi; furti in casa; rapine; estorsioni; frodi. Nella nostra provincia questa è una preoccupante emergenza. Per esempio. Mina alle radici la nostra tradizionale tendenza alla solidarietà. Molti anziani vivono in ansia. I movimenti delle persone sono condizionati negativamente. Lievitano di molto le spese per gli impianti di sicurezza per le abitazioni, in tanti casi inefficaci. E’ necessario potenziare la vigilanza pubblica e la prevenzione, mettere gli autori dei reati in condizione, una volta individuati, di non nuocere ulteriormente, istruire i cittadini circa i comportamenti da modificare, cercare di orientare la reazione dei cittadini affinché questa sia ferma, ma non estranea alla nostra civiltà. Nella nostra provincia e in ogni comune è necessaria una specifica campagna di non breve durata, per intervenire su tutti gli aspetti di questa problematica. Dobbiamo ricostruire la nostra relativa tranquillità e il nostro paesaggio relazionale.

 

A questo punto, per finire, si deve riconoscere che se non fossero stati abbandonati gli indicatori menzionati all’inizio, la posizione di Ravenna sarebbe meno buona, perché quando erano utilizzati, spingevano in giù la nostra provincia, e su quei temi la situazione non sembra migliorata.

Che fare? Non cullarci sugli allori e lavorare per migliorare dove andiamo meglio e recuperare dove andiamo peggio. Ovvio.

(Rino Gennari)