Imola. Non ci saranno solamente un minuto di silenzio e l’esposizione di uno striscione “Je suis Charlie” nel primo consiglio comunale dopo il mortale attentato a Parigi contro il giornale satirico come, in un primo tempo, chiesto da molte forze politiche. Su sollecitazione in particolare del Movimento 5 stelle che aveva chiesto una condanna chiara delle violenze in Francia (nel frattempo sempre a Parigi c'è stato un altro attentato, ndr) da parte del rappresentante della comunità islamica imolese, dopo la conferenza dei capigruppo, la presidente del consiglio comunale Paola Lanzon ha comunicato che a partire dalle 17 del 14 gennaio comincerà un consiglio comunale straordinario in ricordo delle vittime degli attentati di Parigi, contro ogni forma di violenza, per la libertà di informazione.

Al Consiglio comunale straordinario saranno invitati i rappresentanti di tutta la comunità civile e religiosa, le istituzioni, le associazioni economiche e sociali, i sindacati. “Hanno già assicurato la loro presenza il presidente della Casa della Cultura Islamica di Imola, Mohamed Sabir e il vescovo di Imola Tommaso Ghirelli” fa sapere la Lanzon, che sta contattando anche il console di Francia a Bologna, per invitarlo.

“Un invito particolare verrà rivolto ai giornalisti e alle giornaliste imolesi, visto che l’attentato  alla redazione di Charlie Hebdo ha voluto colpire così duramente la libertà di stampa” sottolinea Paola Lanzon, che aggiunge “naturalmente al Consiglio comunale straordinario sono invitati tutti i cittadini e le cittadine. L’invito è di portare tutti una matita da alzare come simbolo della libertà di espressione contro la violenza delle armi. In apertura di seduta, dopo quello italiano, verrà eseguito anche l’inno francese, a cui seguirà poi un minuto di silenzio”.

“Questa seduta straordinaria del Consiglio Comunale vuole essere l’occasione per promuovere in maniera unitaria un momento di coesione di fronte al pericolo reale che non è certo rappresentato dalla fede o dalla sua mancanza, quanto dal fanatismo, dall’intolleranza e dalla violenza come purtroppo dimostrano anche gli ultimi tragici fatti che proprio in queste ore stanno sconvolgendo Parigi e con Parigi tutta l’Europa” conclude la presidente del consiglio comunale. La seduta, come prassi, sarà trasmessa in streaming sul sito del Comune di Imola: www.comune.imola.bo.it.

Sul tragico tema, interviene anche il sindaco Daniele Manca: “È accaduto che un poliziotto ferito e a terra sia raggiunto e finito con un colpo alla testa senza che nemmeno fosse degnato da uno sguardo. È drammaticamente accaduto davvero che gli autori di un famoso giornale di satira, Charlie Hebdo, sulla breccia dello sberleffo da più di vent’anni, fossero presi di mira e trucidati da un commando delirante nel nome di una pretesa vendetta in nome e per conto del Profeta Maometto e del suo Dio Allah. La cosa scuote. Non ci lascia. È colpita a sorpresa la convinzione di avere non solo il diritto, ma anche il dovere di vivere il senso pieno della libertà, di provvedere con forza e coraggio ai tanti problemi che il nostro vivere sociale ci impone. La violenza abile e vigliacca attacca e distrugge la nostra convinzione di esercitare quel diritto e quel dovere. Questo è accaduto in Francia, a Parigi, mentre ognuno tornava al proprio lavoro. È successo qui, in questa nostra Europa che ora non può cedere né alla paura, né all’odio. Il nostro popolo ha una storia di accoglienza e di rispetto, di solidarietà e di legalità della quale siamo fieri. Non rinneghiamo nulla, continueremo a lavorare giorno per giorno per il dialogo e per una società multiculturale. Il nemico è l’odio, il nemico è chi uccide. Si parla di cause e di luoghi che producono la degenerazione. E ci sono cause e luoghi. Ci sono interessi, bande, logore prepotenze ancestrali: hanno nome e cognome e quei nomi e cognomi vanno cercati e combattuti. La tela dell’odio si disfa tirando il bandolo, prosciugando l’isolamento ed aiutando la rivolta, il coraggio, il pronunciamento del mondo musulmano contro i propri aguzzini prima che contro i nostri assassini. Esiste…”.