Se devo fare critiche le faccio nel
Paese in cui vivo
Heinrich Böll

 

L’accusa di non voler bene al proprio Paese é sgradevole, troppo simile alle pratiche dei regimi autoritari per non provocare fastidio allorquando un leader democratico la rivolge ai suoi avversari.
Non perché lo criticano, per carità, che siamo tutti liberali, tolleranti e brillanti ma perché, sostiene, non hanno fiducia nell'Italia.
Come se l'opera del Governo coincidesse necessariamente con l'interesse generale e non ne rappresentasse, invece, una parziale e fallibile interpretazione.
Chi la disapprova, a torto o a ragione, non “gufa”, la pensa solo  diversamente. È normale dialettica politica.
Se spesso degenera è per il basso profilo dei protagonisti che calcano la scena di un Paese che non conosce più misura.
Tutti sanno che bisogna cambiare rotta, anche Grillo e Salvini. Difficile è capire qual’é la direzione giusta.
Signore, invocava Papa Giovanni, aiutami a fare le cose giuste e a rifuggire quelle sbagliate ma sopratutto aiutami a distinguere le une dalle altre.
Questo è, in mancanza di indicazioni divine, il problema eterno della politica.
I guasti peggiori della storia sono stati fatti da mascalzoni che spergiuravano amor patrio. Il segreto, recita Stefano Accorsi, è far finta di crederci.
Meglio lasciare l'enfasi e l'abuso delle categorie morali più preziose ai reazionari di ogni tempo e di ogni luogo.
Il buon governo si basta da se.


Gorizia

 

Meglio arroganti che disertori, ha detto Renzi, per rimarcare una volta di più la distanza morale fra sè è i suoi critici.
Nella prima guerra mondiale centinaia di migliaia di poveri cristi furono mandati al macello per soddisfare le insane ambizioni di governanti e generali di tutta Europa.
Quelli che si opponevano a quel massacro insensato venivano fucilati come disertori.
Non erano codardi, disertavano dalla stupidità umana.
Tra il filo spinato delle trincee non c’era futuro né speranza, solo bestialità.
Non tutto, Presidente è quello che sembra.


La delega

 

Che Renzi ci metta la faccia, come ama dire, ci sta bene.
Anche se resta misterioso cosa ci mettesse Ciampi o Prodi.
Ma se l'Italia non ce la fa, non perde Lei, Presidente, che saprà certo trovare il modo di tirare avanti, perdiamo noi, lavoratori e imprenditori, vecchi e giovani, occupati e disoccupati, tutti.
Se i suoi connazionali Le rivolgono, di tanto in tanto qualche critica, non se ne adonti, non è per diffidenza. È che speranza fa rima con prudenza.
L'abbiamo votata, non le abbiamo dato una delega in bianco.


La terra promessa

 

Venite da noi a investire, ha detto agli imprenditori italiani il capo del governo di Tirana, qui non ci sono tasse né sindacati.
Albania batte Italia 2 a 0. Ma possiamo rimontare.
Che ne dite di abolire i salari?


Prigionieri del nulla

 

Fateci capire.
Quando il prezzo del petrolio va su, l'economia va nel panico perché crescono i costi.
Quando il prezzo del petrolio va giù, che sembrerebbe una buona cosa per uscire dalla recessione, nel panico ci va la borsa.
Se c'è una logica è ben mascherata.
Da misuratore del valore di mercato delle imprese, la Borsa è diventata una variabile indipendente, assoggettata a umori e speculazioni di ogni genere.
L'economia si allontana sempre più dall'uomo.
E la nostra vita è in balia di strumenti che abbiamo inventato per renderla migliore.
Ps. In ogni caso il prezzo della benzina non cambia verso.


Curiosità eco-logica

 

Chi ha avuto la geniale pensata di portare l'IVA sui pellet al 22%?


Il quarto segreto di Fatima

 

“Ecco gli stipendi dei medici dell'Asl” titolava a tutta pagina un rispettabile quotidiano locale. Come a rivelare un segreto, o un misfatto magari. Capisco che si pubblicizzino i redditi dei politici.
Ma cosa ci sarà mai da reclamizzare degli emolumenti onesti di onesti professionisti?
Viviamo in un paese nel quale il risentimento ha soppiantato l’emancipazione e il sospetto pare diventato il fondamento delle relazioni umane. Prendendo il posto della fiducia.
Tutto sembra trascinare in basso anziché sospingere verso l'alto.
Non ne può venire niente di buono.

 

(Guido Tampieri, Libero Pensatore)