Je suis….

…e quasi che il restringimento feroce
di ogni popolo in se stesso potesse,
invece di miseria e malcontento,
creare ricchezza e potenza. 

G.Einaudi

È tutto un gran fermento

Strateghi dell'ovvio, venditori di pozioni magiche, speculatori, demonizzatori dell'Islam e colpevolizzatori dell'Occidente.
Quel che resta è lo sgomento delle persone decenti per quel che è accaduto ieri a Parigi e domani chissà.
È la convinzione che venire a capo del terrorismo fondamentalista sarà un'impresa complicata perché, per dirla con Zigmunt Bauman, “Viviamo su un terreno minato dove è impossibile prevedere le deflagrazioni”.
Esterno e interno della cittadella europea sono diventati un unico fronte, politico, militare, culturale, sociale.
Il cattivo corso del mondo rende tutto più difficile.
Sottovalutare i problemi insiti nella convivenza ravvicinata  obbligatoria fra persone di cultura religione  diverse é altrettanto sbagliato che enfatizzarne i rischi.
Non siamo allo scontro di civiltà preconizzato da Samuel Huntington.
Tra difficoltà e contrasti il mescolamento degli esseri umani, dei loro pensieri delle loro credenze, va avanti, con poche eccezioni, in ogni parte del mondo.
Questa è la nuova condizione storica, destinata a estendere i suoi effetti.
Anche se molti si adoperano per impedirlo .
In nome di un concetto pietrificato di identità che ne contraddice l'essenza dinamica, interattiva, di poco o di tanto immancabilmente inclusiva di idee differenti.
Noi siamo quel che diventiamo, ciò che ci differenzia non é dove siamo nati ma il modo di guardare il mondo.
Salvini non è meno distante dalla cultura occidentale dell'Emiro del Kuwait.
L'Europa è un continente nomade, il risultato di una grande mescolanza di popoli, se si chiude la sua cultura muore.
Diventa una camera a gas dentro la quale soffocano i nostri pensieri e la nostra umanità.
Allarmarci per quel che accade è naturale ma dobbiamo governare la paura, non sfruttarla.
L'intera Europa, tutti noi siamo in crisi d'identità, divisi tra chi la rincorre nel  passato e chi la cerca nel futuro.
tenuti assieme solo dal filo sottile della libertà di pensiero, minacciato un tempo dai regimi totalitari usciti dal nostro grembo e, oggi da concezioni che l'insidiano da fuori.
È quel filo, tenuto da milioni di mani in Place de la  Repubblique  che protegge, più dei cordoni di polizia, la civiltà occidentale dalle aggressioni esterne e dalla propria decadenza.
Tutte le religioni del Libro hanno vissuto fasi confuse e conosciuto frange estreme che hanno creduto di interpretarne il senso  conformemente alla loro sensibilità terrena.
I cristiani si sono scannati su dettagli della “vera” religione.
La blasfemia, alla quale i terroristi si appellano per punire chi ha bestemmiato il nome di Maometto, è nella Bibbia e non nel Corano che trova menzione e sanzione “Chi bestemmia il nome del Signore dovrà essere messo a morte”.
Il fanatismo religioso è sempre esistito ma oggi, per un concorso di ragioni storiche e geopolitiche, è  nella grande galassia dell'Islam, più che altrove, che assume, a volte, carattere di intolleranza cruenta e inneggia alla morte.
L'appello del Papa al rispetto di tutte le religioni va letto assieme al richiamo alla responsabilità di chi guida i fedeli.
C'è una lotta all'interno del mondo islamico.
Intreccia fili politici e religiosi in modo a volte inestricabile. Specula su un sentimento collettivo turbato dalla modernità. Trae forza dall'irrisolto rapporto fra laicità e precetto religioso.
E inocula il suo disagio nel corpo fiaccato della società europea, che fatica ad assorbirlo in un sistema di valori condiviso.
Viviamo un multiculturalismo superficiale e la nostra democrazia non riesce ad onorare le promesse di uguaglianza e fraternità, generando sentimenti che la mettono in discussione.
Una gigantesca questione sociale, infine, spinge i nuovi plebei verso una polarizzazione estremista.
Marine Le Pen e il fondamentalismo islamico che fa proseliti fra gli immigrati di seconda generazione sono espressione dello stesso malessere.
Quale Europa vogliamo é, dunque, la prima delle risposte da dare.
Con quali valori di riferimento.
Per chi, venendo da fuori, li deve onorare ma anche per noi, a volte stranieri in patria più di loro.
L'educazione, si dice, a fondamento della nuova cittadinanza europea.
Ma poi , soprattutto, una società più giusta, che non s'arrende, come denuncia Papa Francesco, a un capitalismo licenzioso, sfrenato, cieco all'umana  miseria, all'affermarsi di una cultura dello scarto.
Per riproporre ragioni di speranza a chi, non trovando appigli ideali, volge lo sguardo indietro e altrove.

Due vite per un caffè

 

In questo incarognito Paese c'è chi trova da ridire anche sulla liberazione di due ragazze colpevoli di imprevidente generosità.
Perché il loro rilascio, forse, è avvenuto dietro pagamento di un riscatto.
Che, se c'è stato, costa a ogni italiano meno di un caffè.

Intelligence

 

Ma come fate a dire che non si fa niente per prevenire il terrorismo? Domanda Lilli Gruber.
“Ho chiesto al tassista” risponde l'on Di Maio, “e mi ha detto che non si sente sicuro, per me difetta l'intelligence”.
Anche per noi

Ok

 

Se mi rapiscono, ha tuonato l'on Gasparri, non voglio che il Governo paghi per liberarmi.
Ok, ok, dov'è il problema?

(Guido Tampieri, Libero Pensatore)