Imola.Viviamo tempi difficili!

Lo so, è quasi una banalità: eppure, l’affastellarsi di eventi-fatti-notizie che a ripetizione si affastellano pare senza senso, rischiano di farci perdere la prospettiva e di appiattirci solo su di un presente incomprensibile. Eppure, la conoscenza del passato e delle vicende più importanti del nostro paese è condizione necessaria per un approccio critico al mondo di oggi, per poter riflettere autonomamente e farci idee ed opinioni personali sulle vicende.

Dunque, bene ha fatto l’ANPI di Imola a promuovere momenti di riflessione su eventi ancora in gran parte oscuri che hanno coinvolto l’Italia.

“A 40 anni dalla strage dell’Italicus” (ebbene, sì, sono già trascorsi tanti anni)  “mafia e terrorismo negli anni della repubblica”, con il Presidente dell’Associazione Vittime delle stragi del 2 agosto 1980 ed il giornalista Roberto Scardova, che venerdì 30 gennaio alle 17,30 tratteranno l’argomento alla Sala delle Stagioni v. Emilia, 25, avendo pubblicato un volume su quei tragici eventi, è il primo momento di riflessione. D’altra parte, la mafia ancora oggi non è certo scomparsa dalle cronache e dalla realtà della penisola, anzi!

E poi, il 6 febbraio (stessi luogo ed orario) si parlerà con l’avvocato Andrea Speranzosi e col Dr. Marco De Polis (Procuratore Militare di Roma) delle “Stragi della vergogna”, cioè dei crimini nazifascisti in Italia nel 1944-45, autori di un libro sull’argomento: su quelle stragi colpevolmente mai si è voluto fare piena luce, anzi, si sono insabbiate le ricerche, le prove, le testimonianze.

Sembrano due fatti senza collegamento, invece li accomunano i silenzi colpevoli e le reticenze, la mancanza di verità, il buio che ancora colpisce l’opinione pubblica.

Perché, sì, ancora, dopo decenni, esistono episodi oscuri, sui quali sono calati non solo veli di silenzio, ma colpevoli depistagli e manovre per insabbiare, per celare la verità.

Ed un paese che non è consapevole della sua storia e che ne vede parti importanti ancora occultate e lasciate nel dimenticatoio, fatica a costruire un futuro positivo, fatica ad avere piena coscienza anche dell’oggi, dello svolgersi delle cose.

Ed è importante che all’ANPI si siano uniti altri soggetti quali il CIDRA, Università Aperta e l’Associazione Imprese e Professioni, esempio di sensibilità e voglia di discutere e riflettere.

 

 

(Marco Pelliconi)