Imola. I rischi provocati dal gioco d'azzardo (gratta&vinci in primis, slot machine, scommesse in agenzia, on line, lotto, totocalcio e carte) sono gravi e sono trasversali a tutte le fasce d'età senza differenze significative fra uomini e donne.
A dirlo sono i questionari messi dalla Caritas diocesana, in collaborazione con l'Ausl e il Comune, in luoghi sensibili negli ultimi tre mesi. Su 25mila distribuiti, le schede compilate sono state 1010, non poche. Le persone che hanno affermato di giocare sono 399 pari al 39,5%,ma qualcuno potrebbe non aver detto tutta la verità e quindi il fenomeno si presume in aumento anche perché i 399 hanno detto di conoscere famigliari o amici che giocano arrivando a una somma di ben 929 persone. I giocatori abituali, quasi patologici, che lo fanno tre volte alla settimana sono il 10,8% e il 6,3% sono quelli che spendono più di 100 euro ogni sette giorni. Da notare che si gioca soprattutto per vincere denaro, ma per gli anziani molto per passare il tempo (come sono cambiate le abitudini rispetto a una briscola e un tresette, ndr) e per sfidare la sorte con il 34,1% che crede ciecamente che esistano strategie per vincere. Il gratta& vinci la fa da padrone seguito da chi va in apposite agenzie, poi a pari merito il lotto e l'on-line, quest'ultimo utilizzato soprattutto dai più giovani che sono circa il 40% del campione valutato il quale, pur non avendo la pretesa di essere rappresentativo della popolazione imolese, mostra una tendenza a una forma di dipendenza socialmente accettata molto negativa.
“Sono colpito dal fatto che più del 50% del campione giochi per ottenere un risultato immediato come il gratta&vinci e l'on-line – sottolinea il responsabile del Sert Stefano Gardenghi -. Sarebbe importante fare azioni di psicoeducazione sulle categoria a rischio vicino ai centri sociali, nei bar e nelle Snai senza trascurare le scuole e i minorenni”.
Su tale aspetto, ha spinto l'assessore al Commercio Elisabetta Marchetti che ha sostenuto come “tale squarcio confermi che il gioco d'azzardo è entrato per molti nella quotidianità. Come amministrazione comunale, abbiamo presentato alla Regione un progetto per incentivare le azioni di prevenzione e cercheremo di andare nelle scuole superiori per incontrare i ragazzi, i genitori e gli insegnanti sensibilizzandoli sul tema. Intanto, a breve saranno pronte le vetrofanie per i bar e i luoghi che rinunciano spontaneamente a tenere slot-machine con la scritta 'Slot free'”.
Luca Gabbi, responsabile della Caritas, ha aggiunto che “sarebbe bene fare interventi anche nelle quinte elementari”.
Finora gli strumenti sono pochi: la giunta ha fatto la sua parte con l'ordinanza tutt'ora in vigore del divieto di gioco sulle Slot dall'una alle 8 del mattino, ma deve far fronte ad alcuni ricorsi degli esercenti delle sale da gioco. Comunque, alcuni locali controllati dalle forze dell'ordine (fondamentale il loro apporto in questo argomento) hanno già ricevuto un paio di verbali e potrebbero essere sanzionati più duramente.

(Massimo Mongardi)