Imola. In una chiesa di San Domenico stracolma di gente, soprattutto giovani, la sera del 24 dicembre dopo i due cori Gospel, il leader carismatico della comunità di San Giacomo don Giuseppe Tagariello ha tenuto una breve (come nelle sue consuetudini) omelia.

“Fra i cori e la Messa – ha sostenuto don Beppe – intercorre una relazione significativa che constata solamente chi prende per buono che nell’esistenza umana ci sia posto anche per il Mistero, qualcosa che non è misurabile, che non è determinato da forze in nostro esclusivo possesso. Pensare che esista questa incognita è un’azione di apertura mentale, molto utile umanamente perché ha il vantaggio di farci capire meglio il significato più pieno e profondo della vita nel suo corso passato, presente e futuro”.

“Io che ho a che fare quotidianamente con i giovani dell’oratorio percepisco che c’è Qualcosa che sfugge alle mie capacità: questo Qualcosa mi infonde forze e coraggio – ha continuato il prete dell’oratorio vicino al teatro Stignani -. Questa sera abbiamo assistito al concerto di due cori, ma ci sono decine e decine di altre iniziative artistiche, culturali, caritative, missionarie che presentano le stesse caratteristiche: giovani che mettono a disposizione le loro personali qualità, adulti che le valorizzano e le indirizzano a risultati carichi di bellezza e di bontà, una gratuità assoluta come tempo energie e soldi, assenza quasi totale di professionalità con risultati identici a chi esercita per mestiere, una ineccepibile disciplina, che ci vuole e che c’è. Alla fine di tutto questo un qualcosa che si chiama valore aggiunto: una gioia, una felicità inspiegabile nel volto di questi giovani che pare ti dicano: grazie e ciò ci fa un gran bene!”.

“Mi viene di fare gli auguri a tutti – ha concluso don Beppe – pensando che non sia giusto dire ‘Accadde a Betlemme’, ma ‘Accade oggi a Imola!’”.

Dopo la Messa, tutti a mangiare panettone, pandoro e a stappare spumante nell’oratorio.