Dunque, diritti civili, ma su quali basi è possibile aprire una riflessione?
Al fondo dei ragionamenti di chi si dice favorevole alla “famiglia tradizionale” io vedo che le riflessioni si basano su questo dato di fatto: io vivo così, sono convinto che questo sia il modo migliore possibile di affrontare la vita, quindi il modo migliore di vivere la relazione affettiva è questo.
Io vorrei provare a migliorare questa impostazione.

Se questa riflessione fosse stata fatta ai tempi dei Romani, la schiavitù, la spada e i leoni nel Colosseo sarebbero stati il paradigma su cui confrontarsi per ragionare sul futuro, nel 1700 due nazioni cattoliche come Spagna e Portogallo hanno distrutto – nel nome della continuità con la loro storia – quella esperienza di comunità ecclesiale-socio-politica che erano le “reducciones” dei gesuiti in Paraguay, negli anni '80 Steve Jobs e Bill Gates come avrebbero potuto pensare a ciò che non c'era e che oggi è pane quotidiano nelle nostre famiglie, se la stella polare della loro ricerca fosse stata solo la continuità con la propria esperienza trascorsa.

Ho letto di recente un'intervista con un esponente mussulmano che benedice nel nome del Corano la famiglia tradizionale: mi fa piacere, ma … lapidazione della donna, compresa o esclusa?
Se guardo mio nipote che ha 5 anni e penso al mio ruolo per aiutarlo a crescere con serenità e passione, penso che io debba cercare di adattarmi ai suoi ragionamenti, non pretendere che lui si rapporti solo alla mia storia e alla mia esperienza.
Il nuovo segue sempre strade imperscrutabili, ma per fare un passo avanti occorre uno sguardo sempre teso all'orizzonte.
Come disse Neil Armstrong posando il proprio piede sulla luna: “Questo è un piccolo passo per un uomo, un grande passo per l'umanità!”

(Tiziano Conti)