Imola. Le donne del Centro interculturale “Trama di terre”, circa 15  provenienti da Nigeria, Eritrea, Albania, Marocco, Bosnia, Costa d'Avorio, Serbia, Italia hanno redatto un comunicato dopo i terribili attentati di Bruxelles.

“Esprimiamo la nostra solidarietà alle persone care delle vittime degli attentati: continuiamo a chiederci
come sia possibile che degli umani uccidano altri esseri umani, causando ad altri lo stesso dolore che se venissero uccisi i propri fratelli e le proprie sorelle – scrivono -. Il fondamentalismo non ha colore, non ha religione, non ha cultura. Alcune di noi hanno subito sulla loro pelle gli attacchi dei terroristi, nei loro Paesi di origine o durante il viaggio per arrivare in Italia. Sappiamo bene che cosa si prova e siamo riuscite a trovare la forza per andare avanti. Il primo bersaglio dei terroristi sono i diritti e le libertà delle donne: il diritto alla scuola, al lavoro, a scegliere se sposarsi, chi sposare e se fare figli, a vestirci come ci pare e a decidere autonomamente del nostro corpo. Vogliamo che l'Europa riconosca che il problema da cui ha origine il terrorismo non sono i migranti ma un'ideologia fondamentalista che si alimenta nell'esclusione sociale e nelle discriminazioni che le persone vivono. La chiusura, infatti, crea derive identitarie. Vivere delle discriminazioni sulla tua pelle ti fa chiudere in te stessa, fa crescere dentro un sentimento di rabbia e ti fa radicalizzare nelle tue posizioni ideologiche per sentirti più forte. La chiusura dei confini dell'Europa e gli accordi con la Turchia per ricacciare indietro i/le migranti non aiuteranno a risolvere il problema del terrorismo e non faranno che aumentarlo. Ci piacerebbe che ogni volta che nei nostri paesi c'è un attentato, un colpo di stato, un massacro di innocenti, ci fossero le stesse manifestazioni di solidarietà che ci sono per i Paesi europei, ma purtroppo tutto questo, quasi sempre, passa sotto silenzio”.