Imola. L'odio attira odio, la spirale della violenza è pericolosa anche vicino a noi. Dopo i terribili attentati a Bruxelles, la scorsa notte, alcuni ignoti hanno sfondato le porte della Casa della cultura islamica, portato via i computer, il circuito della videosorveglianza e rubato circa 1600 euro destinati ad aiutare il rimpatrio delle salme delle due ragazze morte a Bologna.

La cosa non è stata ricordata in serata al presidio convocato alle 18.30 in piazza Caduti per la libertà dal sindaco di Imola e presidente del Circondario Daniele Manca e non ha fatto piacere ai rappresentanti della cultura islamica presenti con Sabir Mohamed. C'erano pure il vescovo Tommaso Ghirelli, quasi tutti i sindaci del Circondario in fascia tricolore, gran parte degli assessori di Imola, i consiglieri regionali del Pd Roberto Poli e Francesca Marchetti, il segretario del Pd Marco Raccagna con alcuni consiglieri comunali del suo partito, i socialisti Fabrizia Fiumi e Giovanni Landi, il capogruppo del Movimento 5 stelle Daniele Baraccani e alcuni simpatizzanti. In tutto una settantina di persone.

“La ferocia cieca ha colpito ancora una volta nel mucchio – ha sottolineato Manca -, in metropolitana e all'aeroporto fra la gente che andava a lavorare e studiare, vogliono abbattere la nostra libertà ma non ci riusciranno. C'è chi parla di troppa apertura, ma dico no a una chiusura delle frontiere e a quartieri ghetto perché il terrorismo purtroppo vive già nei nostri paesi. Certo, è importante intensificare i controlli ma le vere chiavi di volta sono l'integrazione culturale e l'intelligence”.

A pochi metri di distanza alla stessa ora, in piazza Matteotti sotto il municipio, il presidio della Lega Nord con una quindicina di persone, il consigliere regionale Daniele Marchetti, bandiere e uno striscione con la scritta in verde “Io non ho paura”. “Questa è la piazza dove bisognava manifestare – spiega il segretario del Carroccio Marco Casalini – perché c'è il Comune che è la casa di tutti gli imolesi”.

(Massimo Mongardi)