Nel rinnovo del Contratto nazionale dei metalmeccanici dopo sei mesi e tredici sessioni di trattativa, l'ultima delle quali svolta il 15 marzo scorso, si sta registrando uno stallo delle posizioni tra i sindacati dei metalmeccanici Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil e le controparti padronali di Federmeccanica per l'industria privata e di Assital per l'industria a partecipazione statale. 

Fiom, Fim e Uilm non sottovalutano alcune importanti aperture su richieste sindacali quali la sanità integrativa e il diritto alla formazione per tutti, la previdenza complementare, il diritto allo studio e i congedi parentali e quindi confermano la loro disponibilità a proseguire il confronto sugli altri temi su cui permangono distanze evidenti quali quelli di un nuovo inquadramento che colga le nuove professionalità emergenti, la sperimentazione di una banca ore per favorire il pensionamento e l'ingresso di nuovi giovani, l'integrazione e la formazione dei migranti, linee guida per il lavoro agile e il telelavoro,  la salute e la sicurezza sul lavoro, sulle trasferte e reperibilità, sulla contrattazione aziendale e sul salario.

In questa trattativa Federmeccanica e Assital rimanendo fermi sulla loro proposta di “rinnovamento contrattuale” sembra non abbiano nessuna intenzione di seguire gli esempi dei contratti già rinnovati dai chimici e dagli alimentaristi, mentre Fiom, Fim e Uilm insistono nel ricercare, con il rinnovo del contratto, convergenze comuni con le imprese approfittando dei segnali di ripresa dell'economia per andare a una nuova fase di rilancio ed innovazione del nostro sistema industriale manifatturiero investendo sulla qualità del lavoro.

Sono queste posizioni che sul rinnovamento da tutti auspicato sembrano nei propositi vicine, ma poi quando si entra nel merito di come trasformare tale rinnovamento in nuove regole contrattuali, le posizioni dei sindacati e degli industriali metalmeccanici divergono profondamente, tante sono le questioni aperte ma è sul salario sulla sua quantità e sulle sue modalità di erogazione che le distanze sono letteralmente abissali.

Con le posizioni, considerate dai sindacati, quasi di chiusura di Federmeccanica e Assital, si rafforza l'unitarietà di Fiom, Fim e Uilm che oltre ad effettuare la trattativa e le prossime assemblee insieme hanno, nella giornata del 15 marzo dopo l'ultima sessione di trattativa, stabilito delle regole comuni sulla gestione stessa della trattativa su come proseguire il confronto con le controparti padronali, nel rapporto con le Rsu e le lavoratrici ed i lavoratori e sulle eventuali iniziative di mobilitazione. 

I sindacati unitariamente nel riconfermare la propria disponibilità a proseguire la trattativa, di fronte allo stallo negoziale, hanno chiesto che si svolga un incontro dirimente tra i tre segretari generali di Fiom, Fim e Uilm e i presidenti di Federmeccanica e Assital. Nei prossimi giorni i sindacati si preparano ad effettuare assemblee in tutti i luoghi di lavoro per informare le lavoratrici ed i lavoratori e preparare al meglio la mobilitazione unitaria di tutta la categoria, le cui modalità saranno definite successivamente negli esecutivi unitari di Fiom, Fim e Uilm.

 

(Edgardo Farolfi)