Egregio direttore,
In questi giorni di fervente discussione per l'aumento delle rette dei nidi, vorrei condividere con i lettori il significato di “equità” legato alla capacità contributiva cioè all'idoneità economica del cittadino a concorrere alle spese pubbliche attraverso indici economicamente valutabili.
Con l'art. 53 della Costituzione i Padri costituenti hanno individuato una delle fondamenta su cui si regge la coesione dei cittadini italiani: la solidarietà tra classi sociali.
Se si rompe questo patto allora siamo al disfacimento dello stato sociale ed alla degenerazione della società intesa come modello solidale per cui, chi non ha figli non avrà l'obbligo di finanziare la quota dei costi dei nidi non coperti dalle rette dei genitori, chi fortunatamente non usufruisce dei servizi sociali non avrà l'obbligo di finanziare con le sue imposte comunali l'ASP e chi non usa gli istituti culturali non finanzierà più la cultura.
E al posto della democrazia ci sarà la barbarie di stampo neoliberista.

(Stefania Battilani, coordinatore circolo SEL imola E. Loi)