Imola. Dopo il caso dell'azienda Cromia, multata dal Comune e poi andata in contenzioso, per i murales disegnati sulla sua facciata, finalmente nella commissione consiliare competente il 1° aprile si è discusso di cambiare il regolamento relativo alla tariffa sulla pubblicità.

Tutti sono apparsi concordi ad apportare alcune modifiche al regolamento, ma in modi e tempi diversi. La mozione del Movimento 5 stelle è stata illustrata dal consigliere Claudio Frati: “La normativa dà la possibilità ai Comuni di prevedere divieti, limitazioni e agevolazioni sulla questione della pubblicità. Quindi il regolamento attuale del Comune si può cambiare. Noi pensiamo che se una ditta fa eseguire a un artista parte della sua facciata, non debba pagare per forza una multa. E' chiaro che va pagata se nel disegno c'è l'insegna oppure il cappuccino nel caso di un bar, ma non se ci sono elefanti (caso Cromia, ndr) o struzzi verdi”.

Più generale la proposta del collega Marco Panieri del Pd: “E' giusto verificare se il regolamento comunale mette un differenza chiara fra pubblicità e arte. Si può inserire pure un'appendice per disciplinare in qualche modo la Street-art e promuovere un bando per abbellire le zone degradate, ad esempio predisponendo spazi per i murales a cielo aperto e pure sulle serrande dei negozi che acconsentano”.

Da parte sua, il capogruppo di Forza Italia Simone Carapia ha affermato che “l'affare Cromia ha posto un problema di modifica del regolamento anche per decorare le serrande del centro storico allo scopo di portare gente in centro storico pure di sera e aumentare di conseguenza la sicurezza di tutti”.

Roberto Monaco, responsabile dell'ufficio Tributi del Circondario si è detto “disponibile a intervenire sul regolamento quest'anno, in modo da poterlo applicare a partire dal prossimo, accogliendo buona parte delle proposte fatte”.

Infine, l'assessore al Bilancio Antonio De Marco ha precisato che “il disegno del logos o del marchio sono ovviamente pubblicità, però è vero che il regolamento non è abbastanza chiaro e non so se Paperino che dorme sul letto di un'azienda di materassi sia pubblicità o meno. Subordino inoltre le proposte fatte dai gruppi politici all'impatto economico che possono avere poiché in bilancio abbiamo un milione e 150mila euro provenienti dalla tariffa sulla pubblicità. Abbiamo dei vincoli da rispettare, se ci fossero troppe agevolazioni i conti potrebbero non tornare e invece è fondamentale che siano in equilibrio”.

(Massimo Mongardi)