Castel San Pietro (Bo). Due lavoratori su tre che la Turolla inizialmente voleva licenziare in tronco, hanno trovato un accordo con l'azienda per una risoluzione consensuale del contratto con incentivi all'uscita ben superiori alle 24 mensilità previste dalla legge Fornero.

Il terzo dipendente invece non è riuscito ad arrivare a un'intesa con la Danfoss, la holding del gruppo multinazionale danese che opera nell'ambito dei sistemi di controllo climatico, energetico e dei componenti e sistemi oleodinamici. L'uomo infatti vuole continuare a lavorare, magari con un part-time, ma finora l'impresa gli ha offerto solamente un incentivo economico per uscire. La partita, probabilmente, proseguirà a livello legale.

Nel frattempo, la Fiom guidata dal segretario Stefano Pedini ha discusso con i vertici della Turolla il contratto integrativo aziendale e le prime risposte sono state positive anche se saranno approfondite nel merito la prossima settimana. Anche sul terreno delle relazioni sindacali, l'impresa pare aver compreso che deve richiedere un confronto preventivo, a differenza di quanto accaduto stavolta, nel caso di eventuali esuberi.

(Massimo Mongardi)