Quest'anno la Banca di Credito Cooperativo Ravennate e Imolese, ha deciso di sostenere il progetto presentato dall'Asp del Circondario in materia di affido familiare. Tale forma di intervento fa parte di un più vasto sistema di accoglienza che può rispondere alle esigenze dei minori che necessitano temporaneamente di un contesto di cura e di un ambiente sereno in cui crescere in attesa che il nucleo familiare d'origine superi le difficoltà legate all'esercizio delle funzioni genitoriali.

Attraverso l'affidamento, il bambino incontra una famiglia che, accogliendolo presso di sé, si impegna ad assicurargli una risposta adeguata ai suoi bisogni affettivi ed educativi per un periodo di tempo definito nel progetto individuale di sostegno al nucleo e al minore. Si tratta di una gamma differenziata di accoglimenti: dagli appoggi familiari per un numero limitato di ore o di giorni alla settimana, ad integrazione e supporto di limitate risorse parentali, all'accoglienza stabile per un periodo definito in sostituzione delle famiglie d'origine.

Negli anni, anche in collaborazione con la rete dei servizi territoriali, si sono implementati diversi progetti che prevedevano l'affiancamento a nuclei familiari in difficoltà per la condivisione dei compiti di cura dei più piccoli. L'ultima proposta di legge approvata lo scorso mese di marzo 2015, sancisce il diritto alla continuità affettiva dei bambini tenera età, garantendo loro il diritto ad avere una famiglia. Nel 2015 sono stati 86 i minori che hanno beneficiato della misura dell'affido, mentre quest'anno oer ora sono 79. A sostegno delle attività poste in essere dagli affidatari viene di norma riconosciuto un contributo dal Servizio Sociale, che varia a seconda delle esigenze del minore e al tempo effettivo dell'affido. Ciò è previsto in particolare nel caso di affidi eterofamiliari. Nel 2015 sono stati erogati a tale titolo dall'Asp 302mila euro circa.

Il finanziamento di 5.500 euro garantito dalla BCC permetterà all' Asp di rafforzare l'equipe multiprofessionale per la conoscenza, formazione e l'istruttoria delle famiglie affidatarie, aumentare attività di sostegno alle famiglie affidatarie sia in gruppo che individualmente; istituire una equipe multiprofessionale dedicata al monitoraggio delle situazioni di maggiore criticità che fisiologicamente vengono affrontate da tutti i componenti del nucleo accogliente; creare di un gruppo di lavoro a sostegno delle famiglie d'origine volto al recupero delle capacità genitoriali per favorire il rientro del minore nel proprio nucleo familiare; integrare l'equipe affido e l'equipe adozione al fine sia di un'organica gestione delle risorse sia di rispondere alla recente normativa dando continuità ai legami affettivi dei minori.