Imola. La Cia si schiera contro le trivellazioni e lancia un appello: “Coltiviamo di più la terra, che garantisce cibo sano ed energie pulite alternative al petrolio”.

Continuare a trivellare terra e mare è profondamente sbagliato. Bisogna fermare questo scempio che causa solo danni alla natura e non porta benefici reali e durevoli. Le risposte ai fabbisogni energetici sono nel lavoro dell'agricoltore che non sfregia la terra prosciugando risorse ma la preserva, la ama, la coltiva rendendola fruttuosa, crea paesaggio e produce energie “pulite” e rinnovabili, quindi infinite.
Per questo la Cia-Agricoltori Italiani aderisce al Comitato nazionale per il “Sì” al prossimo quesito referendario, a cui sono chiamati a rispondere gli italiani domenica 17 aprile dalle 7 alle 23.

Gli agricoltori, infatti, rappresentano la “risposta verde” a quel petrolio nero che imbratta il nostro presente e il futuro dei nostri figli. Questo Paese deve credere e quindi investire nel settore primario, non certo favorire l'esercizio di trivellazioni in mare e in terra per estrarre risorse energetiche fossili che tendono comunque all'esaurimento. Proseguire su questa strada è un non senso, tanto più nel nostro paese, dove i margini di crescita e sviluppo dell'agricoltura e delle attività connesse sono enormi.