Imola. Una botta a Federmeccanica, una al governo Renzi e un “attenti” al mondo della cooperazione. Fim, Fiom e Uilm tornano uniti, dopo anni, sotto le insegne di uno sciopero generale previsto per il 20 aprile di 4 ore contro Federmeccanica che vuole dare un aumento salariale solamente al 5% dei dipendenti ai minimi salariali e mettere un ulteriore freno ai permessi annui retribuiti.

Per quanto riguarda il territorio imolese, simbolicamente, si terrà un presidio di fronte allo stabilimento della Turolla a Castel San Pietro. Proprio alla Turolla, che aderisce a Unindustria, lo strumento dello sciopero di circa 40 ore recentemente utilizzato da parte dei dipendenti ha ottenuto alcuni effetti positivi. “Due lavoratori su tre che l'azienda voleva licenziare – spiega il segretario della Fiom Stefano Pedini – hanno accettato incentivi all'esodo superiori alla cifra di 50mila euro, mentre rimane in piedi la vertenza per il lavoratore che vuole mantenere il suo posto, magari con un orario diminuito. Ma soprattutto, abbiamo ottenuto dai vertici aziendali la promessa di un confronto preventivo con i sindacati che stavolta non c'è stato. E' importante pure che sia venuto dagli Usa fino a Castel San Pietro il presidente della multinazionale Danfoss per dimostrare l'importanza dello stabilimento. Concludo dicendo che non penso che questo governo intervenga a favore di un contratto nazionale”.

Giuseppe Rago della Uilm mette in guardia “dall'asse fra il governo e la Confindustria tanto che lo sciopero del 20 aprile sarà fondamentale per tutti i lavoratori dipendenti poiché si sa che se cedono i metalmeccanici, poi a scalare accade agli altri. Per tale motivo, l'adesione deve essere superiore almeno al 50%”.

Dallo sciopero sono escluse le cooperative che, nel territorio imolese, rappresentano gran parte dei lavoratori. “Sono cominciati i primi incontri – conclude Pedini – ma finora non siamo giunti a un muro contro muro”.

(m.m.)