Caro amico ambientalista, sono d'accordo con te, la risposta giusta al quesito é un si. Il provvedimento del governo che ha tolto ogni verifica é sbagliato, una compiacenza nemmeno richiesta, credo.

Non sono d'accordo con Prodi, non sarebbe un suicidio nazionale. Il futuro, anche per il lavoro, va cercato nelle rinnovabili.

Noi siamo in movimento, l'Italia non é affatto ferma, ma non siamo alla testa del processo tecnologico, posto che un piccolo Paese, sempre più ignorante, che rifugge gli studi scientifici, lo possa essere… Di questo, a me pare, dovremmo discutere.

Ma domenica non si vota per ripristinare un'autorizzazione al prelievo entro le 12 miglia.

Per un verso si vota per cessare il prelievo di risorse fossili, metano compreso, anche oltre le 12 miglia, in nome di un'ideologia che tende non ad accorciare il percorso di transizione dal fossile alle rinnovabili, ma a ritenere che si possa già fare a meno delle prime.

In ogni caso questo intendimento andrebbe rappresentato ai cittadini in modo esplicito.

Per altro verso si vota per mettere in crisi il governo. Questo obbiettivo è reso esplicito dalla improvvisa conversione ecologica delle forze più reazionarie del Paese.

Non era nelle intenzioni dei proponenti, credo, né lo é in quelle degli ecologisti veri, ma lo é diventato è questo referendum si é trasformato in un inganno.

Una persona va a votare per ripristinare un presidio pubblico sui prelievi e si ritrova il giorno dopo a veder interpretato il suo voto come sfiducia verso Renzi.

Questo é il problema, il mio almeno.

Non mi piace farmi usare.

Come ho scritto, quando vorrò sfiduciare Renzi in modo onesto e trasparente lo farò.

Non così, non é corretto.

(Guido Tampieri)