Imola. Il referendum sulle trivelle non ha raggiunto il quorum in nessuna città del circondario attestandosi le percentuali di voto fra il 30 e il 36%. Per quel che riguarda i risultati, il Sì ha ottenuto un po' ovunque percentuali superiori di poco all'80% e il No di conseguenza sul 19%.

Per il segretario del Pd Marco Raccagna “il referendum è fallito, gli italiani hanno scelto in coscienza come comportarsi e comunque vanno tutti rispettati, coloro che non sono andati ai seggi e quelli che invece si sono recati per dire Sì o No. Certamente ha perso qualcuno che sul referendum voleva giocare solamente una partita politica. Ma stiamo al tema: l'Italia nelle energie rinnovabili è all'avanguardia rispetto a paesi come la Germania, la Francia e la Gran Bretagna e i nostri concittadini hanno deciso di sfruttare fino ad esaurimento delle trivelle, quelle che già esistono, anche quel po' di gas e petrolio che stiamo estraendo. Per il futuro, è appena stata approvata una legge che vieta di creare nuove trivelle”.

Secondo il consigliere comunale del Movimento 5 stelle Claudio Frati “ha vinto Matteo Renzi che ha voluto spendere 300 milioni di euro pur di non accorpare il referendum alle elezioni amministrative nelle grandi città del 5 giugno, se no probabilmente il quorum sarebbe stato raggiunto. Il presidente del Consiglio ha sfidato una legge che vieterebbe ai pubblici ufficiali di fare propaganda per l'astensione e in televisione hanno detto perfino stupidaggini come quella che si votava in sole nove regioni. Ora Renzi, il ministro Boschi e Verdini godranno finchè dura perché a ottobre c'è il referendum senza quorum sulle riforme costituzionali e i circa 15 milioni di italiani che sono andati a votare sulle trivelle con una stragrande maggioranza di Sì avranno un'occasione importante per farsi sentire e, magari, mandarli a casa”.

“Il governo dovrà tener presente che sulle politiche energetiche c'è una sensibilità diversa dalla sua, questo referendum aveva certamente una sua dignità e connotazione – spiega il capogruppo di Forza Italia Simone Carapia -. Ma le dichiarazioni post risultati del presidente del Consiglio Matteo Renzi non ci stanno e sono inaccettabili, come tra l'altro quelle dei tanti piccoli epigoni locali che vogliono e sperano di continuare a 'mangiare un brodino caldo', dove per loro fino all'altro giorno il referendum era uno strumento importantissimo di democrazia e ieri invece era una costosa perdita di tempo …non oso immaginare se queste dichiarazioni le avesse fatte Silvio Berlusconi cosa sarebbe successo”.

(m.m.)