Bologna. Sono arrivate questa sera le sentenze dei riti abbreviati del processo di 'ndrangheta Aemilia, la cui fase dibattimentale si sta svolgendo a Reggio Emilia.

Bologna. Nel Tribunale di Bologna, in cui si è spostato il processo per i riti abbreviati dopo la scadenza dello svolgimento nel Padiglione 19 della Fiera, il Gup Francesca Zavaglia ha letto la sentenza dei 71 imputati in abbreviato.

Per questi, tra cui quasi tutti coloro che sono accusati di essere a capo dell'ndrina tranne Michele Bolognino e coloro che sono accusati di concorso esterno in associazione mafiosa, i Pm della Dda Marco Mescolini e Beatrice Ronchi avevano chieste pene esemplari, fino ai 20 anni.

 

Dalla giornata di oggi esce pulita la politica: Giovanni Paolo Bernini, candidato per il centro destra nelle elezioni del 2007 a Parma, nelle quali avrebbe dato 50mila euro al clan in cambio di voti, è stato assolto per prescrizione, mentre la richiesta dei Pm era stata di sei anni; Giuseppe Pagliani, capogruppo di Forza Italia nel consiglio comunale di Reggio Emilia, che avrebbe fornito il suo aiuto al clan 'ndranghetistico piegando la propria attività politica a fini criminali, è stato assolto perché il fatto non sussiste.

 

Per coloro che erano accusati di concorso esterno in associazione mafiosa le pene sono state ridotte rispetto alle richieste dei Pm. Roberta Tattini, consulente fiscale bolognese che ha svolto una funzione di intermediazione tra la cosca emiliana e i possessori di denaro fino ad arrivare ad una gestione diretta degli affari del clan, è stata condannata a 8 anni e 8 mesi. Il marito Stefanelli è invece stato assolto.

Marco Gibertini, che era  accusato di concorso esterno per avere dato mediaticamente voce alle ragioni degli 'ndranghetisti, è stato condannato a 9 anni e 4 mesi.

 

Coloro che sono ritenuti i boss dell'ndrina con a capo Nicolino Grande Aracri sono stati condannati ma con lo stralcio dell'articolo 7, l'articolo cioè dell'associazione mafiosa. Nicolino Grande Aracri, che non aveva un ruolo di primo piano nel processo, è stato condannato a 6 anni e 8 mesi, Alfonso Diletto a 14 anni e 2 mesi, Nicolino Sarcone alla pena più alta di 15 anni, Francesco Lamanna a 12 anni, Romolo Villirillo a 12 anni e 2 mesi. Giuseppe Giglio, diventato collaboratore di giustizia poco dopo l'inizio delle udienze preliminari, è stato condannato a 12 anni.

 

Nonostante le pene siano state ridotte rispetto alla richiesta dell'accusa, l'impianto accusatorio ha retto e ha mostrato come la 'ndrangheta si sia riuscita a radicare in Emilia Romagna, anche grazie alla presenza di una vasta zona grigia che, dalla gestione dei soldi a quella degli appalti pubblici, si è mostrata disponibile a collaborare con la cosca.

(Sofia Nardacchione)