Era il 26 aprile del 1986 quando, alle ore 1.23 circa il reattore n. 4 della centrale nucleare V.I. Lenin di Chernobyl esplose. Il più grave incidente nucleare nel cuore dell'Europa avvenne in quella che ora è l'Ucrania, allora parte della Urss.
Fu necessario evacuare 336.000 persone a seguito della nuvola di materiale radioattivo che fuoriuscì dal reattore, scoperchiato dalla forza dell'esplosione.
Nubi radioattive raggiunsero l'Europa orientale, la Finlandia e la Scandinavia, toccando anche l'Italia, la Francia, la Germania, la Svizzera, l'Austria e i Balcani, fino a porzioni della costa orientale del Nord America.

A trent'anni dal disastro che ha segnato anche la nostra politica energetica, con l'abbandono dell'Italia dello sviluppo del programma nucleare a seguito del referendum dell'anno dopo, la Regione Emilia Romagna promuove martedì 26 aprile un seminario nella sala Guido Fanti in viale Aldo Moro a Bologna, sede dell'Assemblea legislativa.

Aprirà i lavori la vice presidente della Regione, Elisabetta Gualmini. Alle 10.30 è attesa la proiezione di un'anticipazione del cortometraggio del regista Mauro Bartoli autore del cortometraggio “Nascono i fiori”.

L'iniziativa toccherà anche i temi dell'accoglienza dei bambini di Chernobyl attraverso le testimonianze attive delle associazioni che, da allora, ne promuovono i soggiorni presso le famiglie italiane.

(c.g.)