Bologna. “La mia Bandiera. La Resistenza al femminile”, il documentario di di Giuliano Bugani e Salvo Lucchese sarà proiettato martedì 26 aprile, ore 18.45, al cinema Rialto (via Rialto 19) a Bologna

Moltissimi sono i documentari e le trattazioni sul tema della Resistenza ma molto meno quelli relativi alle donne partigiane, ai loro compiti, al loro modo di vivere l’esperienza della clandestinità e della guerra. La Resistenza, per quanto grande potesse essere il coraggio e la determinazione degli uomini, non sarebbe stata possibile senza le donne e la loro funzione. L’adesione al Movimento di liberazione ha rappresentato per molte donne una presa di coscienza della propria condizione, un’assunzione di responsabilità e di ruoli che andavano oltre la sfera domestica a cui solitamente erano relegate.

Il documentario prodotto da Alessandra Cesari per EleNfant Film, per la regia di Giuliano Bugani e Salvo Lucchese, pone l'accento su un tassello della nostra storia contemporanea sulla lotta al nazifascismo, fino a pochi anni fa poco conosciuto e poco riconosciuto nelle sue dinamiche. Le donne direttamente coinvolte nell’epopea delle guerra di liberazione furono più di centomila furono l Di loro, 4653 furono arrestate, torturate, condannate; 2750 deportate e 623 fucilate o cadute in combattimento. Alle donne, però, furono assegnate 19 medaglie d'oro al valore militare, di cui 15 alla memoria. Su di loro, in qualche modo è caduto l’oblio. La memoria della Resistenza al femminile è stata poi limitata dal silenzio di tante protagoniste di quegli anni duri. Con questo film, abbiamo voluto dar voce a queste storie e i racconti delle nostre protagoniste diventano così la voce di tutte le Donne della Resistenza, da quelle che scelsero di entrare nelle fila della Resistenza a quelle che non diventarono combattenti sul campo ma scelsero di supportare il Movimento di Liberazione da dietro le quinte.

Intervengono alla serata: l'autore, Giuliano Bugani, la produttrice, Alessandra Cesari, la presidente del Consiglio comunale di Bologna, Simona Lembi e Mauria Bergonzin.