Può esistere un collegamento tra l'assegnazione, su base d'asta, di una lettera d'amore della Regina d'Inghilterra e le sparatorie nel rione Sanità di Napoli? Troppo audace?
Nella sede prestigiosa di una casa d'aste è stata assegnata, dopo numerosi rilanci, per la modica cifra di 18500 €, una lettera d'amore, di qualche anno fa, scritta dalla ora novantenne Regina inglese: un appassionato e facoltoso collezionista ha staccato un assegno e si è impossessato di un paio di paginette scritte in bella calligrafia piene di parole di affetto e di amore a firma di una molto nota persona in tutto il mondo.

Io sono quasi certo che a nessuno di voi sarebbe mai venuta in mente una cosa del genere, per almeno due ovvie ragioni. La prima è lo scarso interesse verso le vicissitudini amatorie di un'altra persona, sia pure la futura Regina inglese, la seconda riguarda la non indifferente cifra di 18500 euro da sborsare.
Certo, mi si obietterà, il piacere di porre sotto vetro i due preziosissimi foglietti e di poterseli guardare a piacimento non è cosa di poco conto e la quasi certezza che, tra qualche anno, un altro facoltoso collezionista possa fare un'offerta ancora più vistosa per entrarne in possesso non è cosa da escludere. In conclusione, la speranza di aver fatto un buon investimento e l'attuale notevole disponibilità di denaro, disponibilità a tale livello da poter spendere lo stipendio netto di un intero anno di molti di voi in due foglietti di carta un po' particolari.

Nei rioni della bellissima città di Napoli, quelli un po' appartati, quelli apparentemente lontani dalle eleganti vie del passeggio cittadino, quelli che vengono additati come “insicuri” dalle guide specializzate, quelli dove noi che veniamo “da fuori” vanno alla ricerca di ricce o frolle ora da Scaturchio, ora da Pintauro, gironzolano per i vicoli una moltitudine di giovani che hanno in comune, tutti, una sola cosa: l'assoluta mancanza di un futuro degno di questo nome.
Il solo fatto di essere nati in una di queste viuzze strette e contorte fa si che la probabilità di poter accedere, un domani, ad una vita dignitosa tenda allo zero.
Non è forse stato scritto che tra due ragazzi che nascono nella stessa casa, uno in un appartamento con le finestre verso la strada principale e l'altro le cui finestre puntano al cortile interno, esiste una sostanziale e potenziale differenza?

Bene, dove sono nati questi ragazzi, non c'è casa, ma il più delle volte tuguri e “bassi” dove noi neppure parcheggeremmo l'auto, il cortile si riduce ad un antro a forme di parallelepipedo allungato che tenta, senza riuscirvi, di far giungere un po' di luce fin nel “basso” più basso, e delle finestre parliamo un'altra volta.
Quale il potenziale di questi ragazzi? Lì vicino a loro, proprio nella stessa strada, si possono trovare numerosi signori che hanno qualcosa in comune con il collezionista di cui sopra: una notevolmente diversa disponibilità di denaro, signori che possono pagare questi ragazzi, comprare questi giovani, con pochi euro mensili, forse con una motoretta colorata o con l'ultimo giubbotto alla moda. Guardandoli negli occhi, forniscono loro un'arma, una foto, un indirizzo: un bersaglio. Poi, domani, il fattaccio, la sparatoria nella pubblica via e lo scandalo nazionale.

In tutta franchezza non mi sento molto diverso da questi ragazzi, se non per il fatto di essere nato in questa piccola città di Imola e di aver avuto tutte le opportunità che una vera democrazia, una società davvero civile, una comunità conscia di sé stessa deve saper offrire al suo interno.
Ascolto, con tristezza ed un profondo senso di impotenza, le parole di uomini di fede, politici e magistrati che invocano l'intervento dello Stato, denunciano la mancanza della presenza di uno Stato, individuano nell'assenza di uno Stato in quei vicoli, in quei “bassi” la vera causa di tutto ciò.
Sarà pur vero, ma forse una più giusta distribuzione della ricchezza potrebbe aiutare.

(Mauro Magnani)