Imola. Continua lo scontro fra gran parte dei commercianti del centro storico, spalleggiati dalla Confesercenti, e Area Blu che ha deciso con l'Amministrazione di aumentare notevolmente il costo dei parcheggi cercando di far passare il tutto sotto la parolina magica “rimodulazione”.

Mentre è ancora in corso la raccolta di firme contrarie agli incrementi dei posti-auto arrivata ormai oltre le 1500 adesioni, Area Blu replica a muso duro agli esercenti. Una modalità inconsueta e che pare impropria per una società che dovrebbe pensare al bene del “cuore pulsante” della città.

“Un video con quattro filmati, tutti girati allo stesso orario. Questa è la 'prova' che alcuni commercianti usano per dimostrare che i parcheggi a Imola sarebbero semivuoti – sottolinea puntuta Area Blu -.Noi rispondiamo che non è così. Lo facciamo con i numeri, raccolti in settimane di analisi e rilevazioni, compresa la registrazione degli accessi in centro storico. Lo facciamo mostrando immagini che raccontano una realtà diversa: posti centralissimi occupati per soste lunghe e non a rotazione, parcheggi a sbarre pressoché saturi, automobilisti a caccia di un posto che non c'è”. Ed ecco i numeri della società pubblica per la sosta rettificati con due comunicati diversi il 27 aprile a dimostrazione forse che tanta certezza non c'è: parcheggi su strada (sempre relativi a marzo 2016): veicoli transitati in centro n. 332.091, veicoli che hanno utilizzato parcheggi su strada n. 80.872, veicoli che hanno utilizzato parcheggi a sbarre n. 54.087.

“Sono questi i dati che ci hanno portato ad aggiornare il sistema, a rimodulare (non poteva mancare, ndr) le tariffe – conclude la società guidata da Vanni Bertozzi – perché chi va in centro per una commissione o per piacere trovi posto agevolmente, ad aggiungere parcheggi gratuiti per chi vuole fermarsi di più e con due passi (forse 'cento passi', ndr) raggiunge comunque in breve il cuore della città. Area Blu è pronta e disponibile al confronto, ma ad un patto: che l'obiettivo sia trovare la soluzione migliore per tutti. Partendo da dati reali, se no è tempo perso”. Un'asprezza che poteva essere risparmiata a chi ogni giorno lavora duramente in centro.

(Massimo Mongardi)