Il sasso nello stagno e le rane saltano da tutte le parti! La dichiarazione di Pier Camillo Davigo secondo il quale i nostri politici rubano come prima, solo si vergognano un po' meno ha sollevato una ridda di interventi, dichiarazioni a favore o contrarie, prese di posizione.
I più cauti e, almeno apparentemente, riflessivi, affermano che uno scontro tra politica e magistratura non fa bene a nessuno. Personalmente intravvedo nelle parole dell'ormai anziano magistrato una sorta di stanchezza, di frustrazione, una sensazione di impotenza: il lavoro deve darci soddisfazione, in caso contrario ci si sente inutili, vuoti.
Credo altresì che l'affermazione del magistrato sia assolutamente parziale: io mi sentirei di aggiungere che “i potenti, i grandi manager, gli A.D. non pagano mai per i loro errori, le loro azioni poco chiare, i loro misfatti.

Le tristi vicende legate alla Popolare di Vicenza sono su tutte le pagine della stampa. Le ipotesi di reato vanno dall'associazione a delinquere al falso in bilancio, ostacolo alla vigilanza e falsificazione dei conti; tali azioni si ipotizza siano state eseguite da un gruppetto di persone stabilmente all'interno del Consiglio di Amministrazione della banca per un periodo prolungato (?).
Il nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza che ha collaborato con l'AGCM, in una nota, dichiara che la banca avrebbe condizionato i clienti erogando a loro favore mutui, prestiti personali, affidamenti in conto corrente, finalizzati all'acquisto delle famose obbligazioni convertibili (in cosa poi non si sa!) e azioni della banca stessa.
Tale azione oltre che ad essere assolutamente scorretta nei confronti del consumatore (inducendolo a compiere operazioni oltre la sua stessa capacità di scelta) risulta essere scorretta per la determinazione dei dati di bilancio: in pratica l'esposizione della banca stessa finanzia la raccolta di fondi della medesima.

Sia come sia, il presidente Gianni Zonin si dice sia impegnatissimo in Sud Africa coinvolto in affari molto importanti, mentre numerose sue proprietà vedono trasferire il destinatario del possesso a favore di suoi familiari e Samuele Sorato, direttore generale, si sta godendo una piccola liquidazione che si aggira intorno ai 3.000.000 di euro. Provvedimenti sanzionatori nei loro confronti (e di altri quattro consiglieri ) sono stati avviati dalla Consob: una bella tirata d'orecchi!

2015: un rosso in bilancio consolidato pari 1.400.000.000 di euro. Favorevoli all'approvazione di tale bilancio l'89,52 % del capitale presente che rappresenta in realtà appena il 10,96 % del capitale complessivo; contrari il 6,2% e astenuti il 4,27. I diciassette membri del C.d.A. del 2013 sono diventati diciotto e dieci di questi erano presenti anche nel 2013.
Nel bilancio del 2013 si legge che l'operazione di aumento di capitale (con l'emissione di obbligazioni convertibili) è stata un vero successo, con richieste superiori all'offerta, dimostrando la grande fiducia ecc. ecc. e proseguiremo nella fondamentale azione di sostegno a famiglie ed imprese (sigh).
Chi poi le manterrà per almeno due anni se ne vedrà assegnare una in regalo ogni cinque possedute! Possono ritirarle e anche venderle (se trovano compratori) ad un valore appena sopra allo “0”! Francesco Iorio, novello consigliere delegato, ha dichiarato di essere pronto “ad azioni di responsabilità rispetto al passato!” Non dovrà faticare troppo nel trovare i riferimenti: li può trovare tutto attorno a lui e ne conosce perfettamente i nomi.
Una bella dichiarazione anche da parte mia (non forte come quella di Davigo ma ce la metto tutta): e questi quando li puniamo come si deve?

(Mauro Magnani)