Bologna, come sempre, rappresenta un voto importante nel contesto nazionale. Abbiamo incontrato il sindaco uscente Mario Merola, candidato per il centro sinistra.

Qual è il sogno del candidato Virginio Merola?

“Quale il mio sogno? E' un sogno concreto, essere ben svegli e sapere che quel che c'è da fare è di una semplicità totale, ce la possiamo fare ma richiede impegno da parte di tutti. Si tratta di posizionare Bologna nel mondo, come città internazionale e comopolita, impedire che prevalga un destra becera che ci propone  di fare passi indietro: prendiamo ad esempio un un numero: dal 2011 ad oggi Bologna ha 40.000 nuovi residenti, vuol dire che siamo ancora una città attrattiva. Cambiamo ma mantenendo i nostri valori.”

Che tipo di cantieri vuole aprire? Mi riferisco anche ai progetti di rigenerazione urbana che vede Bologna alla testa di un importante movimento sociale culturale.

“Non ci sarà consumo di territorio, operiamo su aree già urbanizzate e abbiamo già predisposto tutto per essere operative in aree particolarmente attrattive perché poste vicino, ad esempio, all'alta velocità, e che si prestano ad essere crocevia  economico e sociale. Abbiamo riposizionato la città in una nuova geografia che con il passante di Bologna rende più facile la raggiungibilità del capoluogo. Sono terminati i lavori dell'alta velocità, l'aeroporto ha prolungato la pista è previsto un piano di riqualificazione per il verde, abbiamo appena presentato un percorso cicloturistico che parte da Porretta e arriva a Verona, è partito il people mover che collegherà la stazione all'aeroporto velocemente  e non dimentico il trasporto pubblico al quale abbiamo dato una buona scossa, avendo sostituito il civis con altri mezzi, e adesso c'è anche il nuovo sistema ferroviario metropolitano.”

“..insomma i cittadini stanno già vivendo nella nuova città metropolitana.”

Proprio così. Ci sono novità importanti, la nuova realtà metropolitana decide sui fondi euoropei di sua competenza è abbiamo già deciso come utilizzarne una parte. Vogliamo fare la differenza: dopo i cantieri fisici pensiamo a quelli civici, abbiamo per primi attuato i patti di collaborazione con i cittadini. Abbiamo poi chiuso vicende che da 15 anni erano sempre sul tavolo senza mai arivare ad una conclusione. Bologna è città aperta al mondo, e nei fatti siamo davvero la capitale di questa regione”.

(m.z.)