Lugo (Ra). Da anni tutti parlano di sburocratizzare il settore edile per rendere più semplice la vita agli operatori, ma alle parole che fatti sono seguiti? Abbiamo provato allora a ricostruire la settimana tipo di un geometra, intrappolato fra il committente dei lavori  e la burocrazia.

“Quando ho cominciato a lavorare , quasi trent'anni fa, la burocrazia da rispettare era chiara e in certi casi semplice, oggi faccio fatica a spiegare al cliente il perché di certe scelte che faccio.

Dietro ogni cosa che comincio a fare ci sono montagne di carta, poi vai ai convegni e i burocrati ti spiegano che stanno snellendo le pratiche e parlano di semplificazione e il tutto è contenuto in un volume dal titolo Legge regionale n°15 2013, semplificazione della disciplina edilizia. 300 pagine che hanno trasformato il nostro lavoro in un percorso ad ostacoli. Faccio subito un esempio la costruzione di una scala esterna per collegare il piano terra al primo piano. Una volta era una delle pratiche più semplice, oggi sono ancora in ballo con un progetto che ho presentato qualche mese fa  e non sono riuscito a farla; il tecnico del Comune dice che la materia è poco limpida e che la norma è di difficile interpretazione. E intanto sono fermo.

Un altro esempio , un progetto per una casetta. Il Genio Civile mi ha imposto degli accorgimenti e per farli è necessaria una macchina che solo per essere impostata costa 8000 Euro, dopodiché il Comune ha bloccato i lavori perché nella pratica c'erano secondo i tecnici “cose non chiare” intanto il committente gli 8000 Euro li deve pagare. La situazione è al limite dell'assurdo se consideriamo che al momento della presentazione della segnalazione  certificata di inizio attività  (SCIA) io dopo 5 giorni posso cominciare i lavori, ma i tecnici hanno un mese di tempo per verificare la completezza di una pratica. Ogni nostro atto ha la spada di damocle dell'interpretazione dei tecnici comunali, al massimo possiamo essere quasi sicuri di aver fatto tutto per bene, ma quel quasi ti frega e ti arriva addosso una sospensione lavori.

A volte persino il tecnico comunale che dà l'o.k. definitivo si trova in difficoltà quando deve dare un parere. Oggi fare il geometra è un mestiere da avvocati e la sospensiva dei lavori è una minaccia sulla tua testa costante.

La burocrazia è il primo problema e abbiamo una legge regionale fatta coi piedi e ogni nostra dichiarazione ci fa correre un piccolo rischio.

Ma non erano tutti d'accordo che bisognava sburocratizzare il comparto?

 

(m.z.)