Imola. Conflitto di interessi. La frase magica che un tempo risuonava solamente da sinistra contro Silvio Berlusconi e i suoi fans, ora tocca un tecnico, ingegnere, da sempre impegnato nel Pd e nei suoi precedenti mutamenti di sigle da quando era Pci.

Ad attaccare su tale versante Loris Lorenzi, amministratore unico di BeniComuni, sono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle, in particolare Patrik Cavina, Claudio Frati e Daniele Baraccani secondo i quali Lorenzi da amministratore di BeniComuni aveva assegnato lavori ad Acantho (quando ne era presidente), a Bryo (quando era consigliere di amministrazione) e ha mantenuto in una strana posizione la stessa segretaria da direttore del Con.Ami e in BeniComuni.

“Se fossimo stati noi ad amministrare il Comune – spiega Frati – non avremmo certamente permesso la possibilità di assegnare lavori ad aziende nelle quali Lorenzi era un dirigente. Per di più, come da statuto comunale per fare ciò Lorenzi avrebbe dovuto chiedere l'autorizzazione al sindaco e alla giunta, cosa che non ci risulta. Non vorremmo che il conflitto di interessi venga sbandierato dal Pd solamente quando si nomina Berlusconi e non in casa propria”.

Lorenzi, tirato in ballo, replica a stretto giro di posta: “Per quanto riguarda Acantho, il Movimento 5 stelle parla di questioni nelle quali hanno sempre operato come miei procuratori generali prima Stefano Manara e in seguito Vanni Bertozzi. Su Bryo, si considera un'opera come il montaggio di pannelli fotovoltaici per i quali al bando si presentò una sola azienda e quindi non si poteva scegliere diversamente e comunque l'ultima parola non spettava a me. Sulla segretaria, ho mantenuto la stessa ripartendone il ruolo fra Con.Ami e BeniComuni. Infine, ho sempre chiesto verbalmente l'autorizzazione al sindaco Daniele Manca che me l'ha sempre concessa”.

(m.m.)