E' fatta! “Lasciate ogni speranza o voi che entrate …” E noi siamo entrati, eccome se siamo entrati! Credo rimanga poco spazio per ulteriori azioni, riunioni, esposti, manifestazioni. Il piano rifiuti della nostra regione è stato approvato: un inceneritore chiude, un altro lavorerà un po' di più, tanti numeri e tanta percentuale, tutta con valori indicizzati verso un andamento positivo. Non poteva essere diversamente allo stato dei fatti.
E i fatti sono solo due, entrambi di portata enorme e preoccupante: nel 2014 la “produzione” regionale dei rifiuti ha sfiorato i tre milioni di tonnellate (2.929.953 per la precisione) e nonostante le dimensioni del problema la politica di casa nostra è stata alla finestra a guardare. Poi si sono detti. ” Ah! però!”

La scelta di politica economica (consumismo-liberismo) effettuata molti anni fa, e non ancora compresa in tutta la sua gravità e complessità, sta portando i suoi frutti e sono frutti amari.
La spinta molto forte verso un consumismo esasperato, finalizzato a produrre ricchezza per pochi, ci orienta verso l'acquisto di beni nuovi, freschi e a gettare il vecchio, il non più fresco, l'inutilizzato o inutilizzabile: rifiuti.
Ovviamente l'industria, spinta a produrre sempre di più ( a volte anche solo l'inutile o il superfluo) produce cascami e rottami, avanzi non commerciabili o utilizzabili: in una parola rifiuti. Per servirci poi il prodotto finito, alimentare o meno, tutto attorno a questo stato di cose è sorto il fenomeno dell'imballaggio: sono davvero pochissimi i prodotti acquistabili non perfettamente confezionati: recipienti, contenitori, fogli di materiale plastico trasparente, contenitori, pareti anti-urto, piccole casseforti anti- furto, sacchi e sacchetti, bottiglie.

Ho dimenticato qualcosa? Non occorreva certo una saggezza illuminata per rendersi conto che una scelta di questa tipologia avrebbe presentato un trend che vede i due assi delle ascisse e delle ordinate spingersi sempre oltre in perfetta sintonia finendo per produrre una semi-curva decisamente puntata verso l'alto.
Eppure siamo ancora al punto che si “scommette” sui risultati che verranno ottenuti nei prossimi anni: avremo una tariffazione puntuale e migliori sistemi di raccolta, la raccolta differenziata ci vedrà divisi in aree omogenee, con percentuale raggiunte diversificate ( la pianura sarà il top, un po' meno bravi la costa e i capoluoghi, più indietro la collina e la montagna), chi ora è “più indietro” dovrà produrre lo sforzo maggiore e migliorare del 30%!

Mentre ci si nutre di tutte queste belle cifre seguite dalla barra inclinata separante due piccole palline, una percentuale non irrilevante di rifiuto continuerà ad essere stoccata in discarica e delle tre sole solette che rimarranno, in regione, quella sui calanchi Imolesi spicca per continuità: nata quasi per caso sfruttando colline di argilla un tempo quasi abbandonate e improduttive ora assurge a luogo dedicato, quasi ideale.
Pioggia di dati sicuri o rassicuranti, enunciazione altisonante di piani sicurissimi e all'avanguardia, minimizzazione di dati e fenomeni poco rassicuranti: un sistema collaudato. Un'ulteriore montagna di rifiuti verrà posta al di sopra di circa 40.000.000 di altre tonnellate di non si sa bene cosa, il sistema di raccolta va contro ogni logica e studio effettuato da importanti enti creati allo scopo (chissà perchè li fanno studiare se poi non li ascoltano) e pure la rotazione degli addetti ai lavori persegue l'errore a più voci denunciato.

Tutta la zona circostante verrà inondata da profumi creati dai “nasi” più raffinati, le acque sotterranee verranno irrorate da sostanze che renderanno inutile l'acquisto di ricostituenti e medicinali tanto saranno ricche di sali e molecole minerali, nugoli di autocarri sfrecceranno sulle nostre colline, ma in perfetto silenzio e quasi invisibili (i gas di scarico verranno raccolti dentro specifici palloni e poi neutralizzati in laboratori creati ad hoc), milioni di metri cubi di gas scaturiranno quasi per miracolo dalla lavorazione del rifiuto (presto verrà coniata una nuova terminologia, meno indicizzata e di senso accattivante) e ci forniranno energia alternativa a prezzi sbalorditivi e i pochi ambientalisti rimasti, retaggio di un passato contestatario che non deve ripetersi, verranno indicati al pubblico ludibrio come nuova setta di untori.
Si spera ci verranno lasciati almeno i sogni.

(Mauro Magnani)