Undici gruppi teatrali in azione per la settima edizione del Festival di Teatro DDT, totalmente dedicata alla realizzazione di un progetto della Rete dei Teatri Solidali della Città Metropolitana di Bologna, che vede ad Imola il suo debutto e a Bologna, il 24 e 25 settembre, una replica con specifiche varianti, all'ex Ospedale degli Innocenti (“Bastardini”), in Via D'Azeglio.
Il festival si tiene in questi giorni a Imola con un Workshop (sabato 14 maggio) rivolto ad operatori teatrali e socio-sanitari, educatori, docenti, studenti universitari, aderenti ad associazioni di promozione sociale e di volontariato del territorio e a tutte le persone interessate e uno spettacolo itinerante. Lo spettacolo, che sarà riproposto con tre repliche alle 16.00, alle 18.00 e alle 20,00 di Domenica 15 maggio, avrà per protagonisti gli 11 gruppi teatrali che si succederanno con le proprie azioni coinvolgendo 8 stazioni di recita in 4 edifici diversi, partendo dalla sede dell'Anpi per arrivare alla Sala Annunziata. L'ingresso per il pubblico è libero con la prenotazione obbligatoria (massimo 50 persone a replica).

Il progetto è denominato “Sette paia di scarpe ho consumate…” – con diretto riferimento a “Davanti San Guido”, di Giosuè Carducci, e alla citazione in essa contenuta della fiaba popolare “Il re porco” – e si propone come un “entrare nel vivo” delle visioni e delle pratiche del cosiddetto “teatro sociale”, che nella Città Metropolitana di Bologna diventa “teatro solidale”, in una Rete omonima promossa dall'Istituto G. Minguzzi alcuni anni fa.

Le scarpe sono quelle del “cammina, cammina…” di fiabe che alludono ai lontani versi carducciani, consumate in viaggi d'iniziazione, in avventure con donatori magici e orridi mostri guardiani, in prove straordinarie… le scarpe sono quelle, sempre fuori misura, quando pure ci sono, dei migranti… le scarpe sono babbucce, infradito, scarpine di vetro, zoccoli, stivali dalle sette leghe, scarponi di soldati… le scarpe sono quelle in mucchi nei lager nazisti… sono quelle dei primi passi conservate nei cassetti… le scarpe dicono di noi, dei nostri cammini, faticosi o lievi, controvento, col vento in poppa, dritti o storti, delle nostre mete, reali o immaginate, dei nostri sogni, delle nostre ricerche, delle soste, delle nostre tenaci resistenze… 

Molte sono le suggestioni che hanno incantato i teatranti della Rete, motivandoli a una nuova e inedita “fatica”, quella della creazione collettiva di una “cosa-che-non-c'è”: un unico “spettacolo” che vede in scena decine di attori e alcuni musici, in un filo narrativo che si dipana attraverso otto diverse stazioni, teso tra la realtà e il sogno della realtà, in una esaltazione del ruolo sociale del teatro, probabilmente frainteso o in parte perduto, nel contemporaneo, “… il cui fine, agli inizi come ora, è stato sempre ed è di porgere uno specchio alla natura; di mostrare alla virtù il suo volto, al vizio la sua immagine, e all'epoca stessa, alla sostanza del tempo, la loro forma e impronta.” (W. Shakespeare, Amleto, atto III, scena II).

L'Associazione ExtraVagantis organizza il Festival e gestisce una parte dell'azione teatrale itinerante “Sette paia di scarpe ho consumate…”, alla quale prendono parte alcuni tra i richiedenti asilo ospiti nel nostro territorio, secondo un progetto specifico presentato all'Amministrazione Comunale, in seguito ad un bando indetto dalla stessa. Saranno proprio i richiedenti asilo, ospiti a La Pascola, il centro di accoglienza gestito dalla Coop. Sociale Camelot, a fare da “Virgilio” al pubblico, guidandoli nelle varie sedi della città in cui prende corpo lo spettacolo.

A questo proposito afferma Giuseppe Marrazzo, della cooperativa sociale Camelot “i ragazzi sono entusiasti per questa opportunitù che è stata loro data”.
“Il Festival DDT è per certi versi anomalo nel panorama dei festival perché è dedicato a realizzare un progetto di rete solidale e si caratterizza negli anni per la capacità di portare il teatro in luoghi non vocati a questo tipo di rappresentazione e di costruire un rapporto diretto con il pubblico” spiega Marina Mazzolani, direttrice artistica di DDT – Diversi Dirompenti Teatri (Different Disruptive Theaters.

Il festival si svolge con il contributo di: Comune di Imola – Assessorato alla Cultura, Città Metropolitana – Istituto G. Minguzzi, Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna – Banca di Imola, Con.AMI. Con il patrocinio scientifico del Dipartimento di Scienze dell'Educazione “Giovanni Maria Bertin” dell'Università di Bologna. “Si tratta di un'edizione speciale perché vedrà debuttare ad Imola uno spettacolo che poi sarà replicato a Bologna, ma sorpattuto ci riempiedi soddisfazione constatare che con questo progetto il teatro dimostra la sua grande capaicità di costruire ponti fra persone e culture, proprio menter c'è chi vorrebbe alzare muri” sottolinea Elisabetta Marchetti, assesore alla Cultura del Comune di Imola.

 

I GRUPPI

Amorevole Compagnia Pneumatica Nasce a Bologna nel '94, fondata dall'attore e regista Riccardo Paccosi, che si forma tra Modena e Bologna, in stage e seminari di esponenti del teatro di ricerca, tra i quali Matteo Belli, Claudio Morganti, Angela Malifitano, Romeo Castellucci e Pippo Delbono. L'obiettivo dell'ACP è costruire una forma di teatro che, pur tenendo conto dei paradigmi della sperimentazione e della ricerca, sappia essere fortemente popolare. Questo intento si traduce nell'utilizzo di numerosi riferimenti al fumetto e al cinema di genere e, soprattutto, in una decisa ibridazione fra comico e drammatico. A partire dal 2013, l'ACP realizza, a Bologna e a Parma, in partnership con la cooperativa Società Dolce, spettacoli caratterizzati dalla compresenza sulla scena di attori professionisti e persone senza fissa dimora.

 ExtraVagantis Nasce il 10 dicembre 2008 (60° Carta Diritti Umanità) da un'esperienza di teatro integrato, tra persone in situazione di handicap e non, avviata dall'Ass. “La Giostra” Onlus nel 2001. Sensibile ai temi delle diversità, EV ricerca innovazione, nei modi e nelle forme, nella messa in scena, nell'incontro con il pubblico; propone il teatro come occasione di relazione, scambio, creazione di un'identità collettiva; progetta e sperimenta un teatro di forte impatto sociale, che si fa cantiere di sguardi critici e di proposte creative, di alternative visioni, per il presente e per il futuro.
In “Sette paia di scarpe ho consumate…” gli attori di ExtraVagantis (assieme ai musici di Medinsud), assumono il ruolo di accompagnatori del pubblico, teatralizzando i percorsi tra una stazione e l'altra – dove il pubblico incontrerà gli altri gruppi teatrali – puntualizzando, sempre teatralmente, contenuti, obiettivi, volontà, significati, in un gioco col pubblico leggermente profondo, o… profondamente leggero…

 Fortemente Fondato nel 2015 dai volontari anziani della biblioteca del Centro Sociale Ancescao “Lunetta Gamberini” di Bologna, promuove letture ad alta voce, narrazioni animate, eventi teatrali ed attività per il mantenimento e l'esercizio della memoria alle persone anziane. Conducono le attività del gruppo: Romano Mignoli, Mara Condori e Marcello Camilli, attore diversamente abile di Bologna. Nel 2001 partecipa a un laboratorio integrato promosso da Vito Minoia (Teatro Aenigma) e Piero Ristagno (Associazione NEON), da cui  nasce  “Chissà se i pesci piangono”,  con attori sordomuti del Teatro del Sole/E.N.S. Ente Nazionale Sordomuti e l'Ass. NEON di Catania: spettacolo-evento ispirato e dedicato a vita e opere di Danilo Dolci. L'esperienza con il Teatro Aenigma continua nel 2003-2004. Partecipa a laboratori e produzioni con: LENZ Teatro di Parma, Compagnia Vi-kap di Bologna di Anna Albertarelli, Magnifico Teatrino Errante. Dal 2005 al 2014 ha condotto laboratori per utenti diversamente abili seguiti dal Servizio USSI Disabili Adulti della ASL di Bologna Città.
In “Sette paia di scarpe ho consumate” insieme all'attrice Carlotta Grillini di Bologna ed in collaborazione con i gruppi Medinsud (musiche ed effetti sonori) ed ExtraVagantis, presenta la narrazione della favola “Il Ciabattino e gli elfi” dei Fratelli Grimm, sotto forma di “radiodramma dal vivo”, esperienza di teatrofavola. 

Gruppo di lavoro formato da Teatro del Pratello, Gruppo Lettura san Vitale e Associazione Tra un Atto e l'Altro Nasce nel 2013 dall'esperienza della Rete dei teatri solidali e ha realizzato diverse attività comuni, in particolare in occasione della rassegna estiva PRATELLO  Rassegna Teatro Musica. I tre gruppi operano sul territorio di Bologna e Provincia in contesti di fragilità sociale. In particolare:

Teatro del Pratello Cooperativa che realizza progetti di teatro soprattutto con adolescenti e giovani adulti in carico ai servizi giustizia minorile, sia all'interno dell'Istituto Penale Minorile che con ragazzi dell'Area Penale Esterna. Dal 2008, lavora con i detenuti adulti della Casa Circondariale di Bologna ed è socio fondatore del Coordinamento Teatro Carcere Emilia Romagna.

 – Tra un atto e l'altro Lavora in ambito teatrale formativo e sociale. Si occupa di produzioni teatrali, rassegne e direzioni artistiche. Opera con giovani e adolescenti anche con tematiche di genere.

– Gruppo lettura San Vitale  Svolge la sua attività nell'ambito della ricerca sul Teatro sociale, con la partecipazione di anziani e giovani con disabilità, con i quali si dedica anche allo studio e alla riproposizione della letteratura teatrale della nostra regione nei secoli dal Settecento al Novecento.

Gruppo Elettrogeno Nasce a Bologna nel settembre del 1999 e si occupa della diffusione dell'arte teatrale attraverso la produzione di spettacoli e manifestazioni quali festival e rassegne. Realizza inoltre, in collaborazione con Associazioni, Enti e Istituzioni, progetti artistici e azioni di sensibilizzazione su diversi temi sociali, rivolti a persone non vedenti e ipovedenti, studenti, attori, operatori dei vari enti e servizi in ambito educativo e sociale, persone che accedono alle Misure Alternative alla Detenzione e in genere a persone interessate. La compagnia pratica un teatro la cui peculiarità è di fare riferimento a una comunità di individui che partecipano attivamente a una narrazione condivisa, i cui attori sono “costruttori di ponti”.
In “Sette paia di scarpe ho consumate…” presenta un video, Edgefree town. Chi vede ha sempre un tetto sopra di sé, che sia un cielo azzurro o le nuvole o una notte stellata. Lo stesso accade a chi non vede quando il vento soffia tra gli alberi. Edgefree town, ispirato a Il dono oscuro di John Hull, è il gioco di tre bambine che immaginano una città libera dagli spigoli.

Il Campanile dei ragazzi Dal 2002, sotto la guida di Paolo Giuffrida e Tatiana Neri ha avviato un lavoro di ricerca e sperimentazione teatrale rivolto a far funzionare un collettivo di teatranti capace di accogliere e valorizzare le fragilità di molti suoi partecipanti: persone portatrici di disabilità cognitive, psichiche e comportamentali e altre con un vissuto di sofferenza e di difficoltà, in una condizione di marginalità sociale. L'esperienza del collettivo teatrale è stata un potentissimo strumento per rompere questa condizione, per una crescita personale e per acquisire competenze sociali risultate utilissime per migliorare la propria qualità di vita. La Compagnia è composta attualmente da 30 persone; ha curato la messa in scena di 20 lavori teatrali.
In “Sette paia di scarpe ho consumate…”, il Campanile dei ragazzi presenta “Colpevoli di viaggio”. Ad essere “colpevoli di Viaggio” sono tutti i migranti, coloro che nel nostro mondo segnato sempre più da profonde diseguaglianze, scappano dalla guerra, dalla fame, dalla sete, dalla povertà, dalle persecuzioni di ogni tipo. Con estrema semplicità, attraverso il nostro racconto, mettiamo a confronto una storia di emigrazione italiana, bolognese, della sua montagna, di alcuni decenni fa e una storia di recente immigrazione, di un giovane afghano approdato in un piccolo centro della nostra montagna. Con questo confronto, racconteremo la nostra Valle del Reno, come Terra di Migranti, dove la memoria, la nostalgia, il bisogno di solidarietà, e la scelta consapevole di saper essere accoglienti verso “chi ha consumate sette paia di scarpe” l'impasto possibile per una vita migliore, per tutti.

(v.g.)