Bologna. Il nuovo Piano rifiuti dell'Emilia Romagna è appena stato approvato e subito si riaccendono i riflettori sulla discarica di Imola. Il sito dei Tre Monti risulta compreso nel piano ed è indicato come un impianto strategico, di gran lunga la discarica più capiente delle tre che la Regione prevede di mantenere attive al 2020. Eppure la procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via) relativa al suo ampliamento non è ancora conclusa e l'impianto, avendo esaurito la sua capacità, dovrebbe essere chiuso. Di questo tema specifico e del Piano rifiuti parliamo con Giulia Gibertoni, consigliere regionale del Movimento 5 stelle.

Meno inceneritori e più differenziata. Questo, secondo la Regione guidata da Bonaccini, è il significato del nuovo Piano rifiuti approvato dalla regione Emilia Romagna. Che ne pensa, è davvero così?
“Bonaccini e la sua Giunta non chiuderanno nessuno degli inceneritori attualmente attivi in Emilia Romagna, è questa la verità. Nelle migliaia di pagine del nuovo Piano Rifiuti la parola 'spegnimento' non c'è, non esiste. Si parla solo genericamente di una possibile riduzione dei flussi dei rifiuti indifferenziati verso gli impianti di Ravenna e Piacenza, il che non significa affatto che questi due inceneritori verranno spenti. Se la chiusura fosse così scontata come Bonaccini e i suoi assessori ci vogliono far credere, perché non l'hanno scritto nero su bianco così come è stato fatto per le discariche? Tra gli obiettivi del Piano, infatti, al capitolo 9 è presente l'inequivocabile frase 'progressiva chiusura delle discariche', salvo poi rimangiarsela, mentre non è presente nemmeno una parola su quella presunta degli inceneritori. Con un nostro emendamento avevamo chiesto di inserirlo ed esplicitarlo chiaramente nel testo ma già in Commissione la nostra proposta è stata bocciata. E così per quelli che loro chiamano termovalorizzatori, ma che per noi restano sempre e solo degli inceneritori in quanto producono cenere e scorie, si parla solo di un utilizzo residuale che non significa di certo spegnimento. Per quanto riguarda la differenziata, è indubbio che è importante migliorarla. Ma molto più importante è agire a monte, ossia produrre meno rifiuti possibili e puntare sul riuso”.

Il presidente Bonaccini dichiara che si tratta di “Un piano di gestione che ci colloca tra le realtà più avanzate in Europa”. Pecca di ottimismo o l'Europa ha davvero standard pari ai nostri?
“Alcuni paesi europei hanno sicuramente degli standard alti, ma che questo Piano ci collochi tra questi paesi non è vero affatto, anzi”.

Il destino della discarica di Imola sembra tracciato. L'ampliamento sembra scritto nel piano, visto che l'impianto di smaltimento dei Tre Monti è una di quelli che viene mantenuto. I problemi d'inquinamento rilevati da Arpae paiono intrinsecamente superati. Lo sono davvero secondo lei o la decisione sulla Tre Monti potrebbe subire uno stop?
“L'ampliamento è scritto nel piano. Tra gli obiettivi del Piano si legge: 'progressiva chiusura delle discariche'. Invece siamo di fronte addirittura ad un ampliamento. Come al solito nella più totale sottovalutazione del principio di precauzione e dell'impatto sulla nostra salute. Le ultime analisi condotte da Arpae sull'inquinamento delle acque attorno alla discarica di Imola dovevano invece portare ad una sola decisione: quella di una sua immediata chiusura e della totale bonifica del sito. Non possiamo continuare ad esporre i cittadini a un rischio ambientale e sanitario così elevato. Il PD se ne prenderà la responsabilità?”

L'economia circolare, le materie prime secondarie e la green economy sono valorizzate dal piano?
“La legge sull'economia circolare è stata già disattesa perché, mantenendo gli inceneritori e riducendo i TMB (siti di trattamento meccanico-biologico ndr), si è andati verso il recupero di energia rispetto al recupero di materia, esattamente il contrario di quanto prevede la legge sull'economia circolare. In pratica è come se il Pd con questo nuovo piano sconfessasse se stesso. Un'assurdità. E una vera e propria presa in giro.”

Hera versa da sempre in un “conflitto” di interessi: opera sia nella raccolta sia nello smaltimento, che nelle discariche e nell'incenerimento. Il piano pone le basi per il superamento di questo assembramento di attività?
“Il potere e il giro d'affari delle multiutility resta immutato così com'è cresciuto negli ultimi anni, sembra proprio che non si voglia trovare alcuna soluzione che possa arginare questo strapotere. Di sicuro manca la volontà politica per farlo. Verosimilmente Il loro giro d'affari continuerà a crescere così com'è cresciuto negli ultimi anni, a quanto pare l'obiettivo è solo quello. E i nostri interessi intanto restano l'ultima cosa che importa. Sconsolante”.

Il Movimento 5S non ha partecipato al voto. Le ragioni?
“Il nuovo Piano regionale dei rifiuti, varato dalla Giunta e approvato dal PD, è del tutto illegittimo. Come abbiamo ribadito più volte durante il passaggio in commissione, riteniamo questo Piano sostanzialmente 'abusivo' perché contiene delle modifiche sostanziali, come per esempio quelle sui flussi e le impiantistiche, rispetto a quello del 2014 sul quale i cittadini hanno fatto le osservazioni. Pertanto il Piano andava ripubblicato, per consentire nuove osservazioni sulle modifiche nel frattempo inserite, prima di essere approvato. Questa mancanza è stata da noi denunciata già da tempo e rappresenta un aspetto a nostro avviso molto grave; inoltre moltiplica il rischio che il piano stesso possa essere impugnato. In Commissione abbiamo tentato fino all'ultimo, attraverso la presentazione di diverse proposte, di migliorare il testo, ma la barriera d'arroganza innalzata dal PD ha escluso ogni vero dialogo. Per tutte queste ragioni abbiamo ritenuto giusto lasciare l'aula in aperto dissenso, anche se abbiamo comunque depositato proposte di merito, 25 emendamenti e 3 ordini del giorno, che non sono state accettate. Non vogliamo essere in nessun modo complici di chi sta 'mal' governando in questo modo la nostra regione”.

(Caterina Grazioli)