Imola. Oltre al primo comitato del No alle riforme costituzionali del governo Renzi, formato da una minoranza dell'Anpi locale con esponenti per lo più di Rc e Comunisti italiani mentre la maggioranza comandata dal presidente Pd Bruno Solaroli ha scelto pilatescamente di non schierarsi (provocando una probabile frattura), nella lotta che si concluderà a ottobre si inserisce anche il Movimento 5 stelle.

“La riforma costituzionale del governo Renzi – scrivono i pentastellati – assieme a quella elettorale in sintesi muterà la nostra Repubblica parlamentare in una sorta di monarchia del premier lasciato padrone di scegliere la maggioranza dei parlamentari che poi è ovvio eserciteranno il loro potere di controllo sul governo esattamente come facevano i servi della gleba sui loro padroni. Poi non pago, tramite questi ultimi, il premier potrà scegliersi il Presidente della Repubblica e la maggioranza dei giudici della Corte Costituzionale che più gli aggradano. Insomma il sogno renziano è quello di consentire a una maggioranza esigua di elettori di impadronirsi di tutte le istituzioni, comprese quelle di garanzia”.

“Se appena tre anni fa qualcuno avesse detto ad una festa dell'Unità che nel 2016 l'impresentabile Verdini (così veniva definito dall'Unità quando era alleato di Berlusconi) avrebbe tenuto a battesimo dei candidati sindaci del Pd e dato i voti necessari al partito per mettere mano a una Costituzione scritta da gente come Calamandrei, come minimo sarebbe stato lapidato a colpi di piadina – concludono i grillini -. Se cambiare idea è legittimo, cambiare giacca in questa maniera è qualcosa che fortunatamente sembra andare oltre il limite del tollerabile di un sempre maggior numero di italiani. A ottobre quindi per evitare che la nostra Repubblica si trasformi in una dittatura mascherata e che Renzi come promesso levi finalmente le tende, ricordiamoci di votare un forte e convinto No”.

(m.m.)