Cittadini, oggi sprofonda il millennio prima/

 Oggi dei mondi viene rivisto il fondamento/

 Oggi la vita rifaremo fino all'ultimo bottone/

 Maiakowskij, ottobre 1917

 

 Come tutto é cominciato, il fascino istrionico di Grillo, il millenarismo visionario di Casaleggio, il mito fondativo della rete, é meno importante del perché é iniziata l'avventura politica  dell'M5S. Nella risposta a questa domanda ci sono le ragioni non rimosse del suo successo e le indicazioni per contrastarlo, senza confidare solamente nella sua implosione di fronte alle difficoltà di governo. Sarebbe prudente risparmiare a un Paese già malandato la verifica di questa rischiosa curiosità. Che gli italiani sembrano propensi a togliersi, nella illusoria convinzione che le cose non possono andare peggio di così. Proviamo anche con Dio, non si sa mai, cantava Ornella Vanoni. Cosa accadde l'indomani la canzone non lo dice. Dopo un decennio é chiaro che i grillini sono portatori di nulla. La suggestione di una democrazia diretta si é cento volte affacciata sulla scena della storia e vi si è altrettante volte infranta.

 Riproporla in quest'era planetaria, nella quale la sola dimensione futuribile della cittadinanza è quella universale, per affrontare problemi che di locale hanno solo l'ignoranza della complessità, è una velleità pericolosa. Nessuna teoria comunicativa può dare risposta alle istanze di otto miliardi di esseri umani. È la politica che deve trovare forme di partecipazione capaci di nutrire la democrazia rappresentativa. Farlo senza trucco e senza inganno, in questo mondo fragile e complicato, congiungendo l'aspirazione delle genti a padroneggiare il proprio destino all'efficacia delle decisioni non é facile. E tuttavia provarci è indispensabile. Dietro questo angolo c'è solo avventura. L'incapacità della politica di assumersi la responsabilità del futuro crea pericoli per la democrazia. In tempi di profondo malessere nascono e si affermano rapidamente movimenti anti sistema. Il potere, quando le cose vanno male, logora chi ce l'ha. Sta accadendo in tutta Europa, che si popola di personaggi inverosimili. La verità é spregiata. La demagogia é il nuovo linguaggio della politica. Il passo verso l'autoritarismo é breve.

 Il movimentismo, il nuovismo, l'esaltazione del cambiamento radicale, l'idea di una catarsi, di un nuovo inizio dove muore il male e trionfa il bene, non ha tranquillizzanti precedenti. Men che meno in Italia. “I fasci sono l'elemento dominante della situazione politica, scriveva nel 1920 Mussolini, può darsi che diano l'avvio a un grande movimento di rinnovazione nazionale e costituiscono l'avanguardia generosa e combattiva dell'Italia che sognamo e prepariamo…..” Nessun accostamento, solo la constatazione che quel che la democrazia ha prodotto di buono nel XX secolo ha avuto un segno più responsabilmente maturo, progressivo, problematico, dialogico, dei furori assolutistici che l'hanno avvelenato e riemergono, in forme diverse, ogni qual volta le difficoltà  suggeriscono agli animi più confusi di semplificare la storia. Non è così che risponderemo alle ansie del mondo globale, al sentimento di estraniazione che suscita in noi, alla difficoltà di tutte le istituzioni di governarne le traiettorie secondo finalità di progresso autentico. Un mondo troppo ingiusto, sia detto di passaggio, per pensare che la politica possa perseguire alti traguardi di civiltà espungendo da se il carattere identificativo della sinistra,  la giustizia sociale.

 Occorre spostare più in alto la soglia del pensiero. Quella pentastellata é una mescolanza confusa di assemblearismo  sessantottino post datato,di pedagogia rieducativa maoista, di comunalismo di guerra come quello che si sperimenta a Kobane nel nome di Murray Bookchin. L'identità è fissata dalla formula organizzativa, non dal progetto. Che non può essere né di destra nè di sinistra perché non c'è. Come i contenuti di governo, che verranno da sè, invariabilmente buoni, perché, pensano, è il meccanismo che li garantisce, che non può fallire. Per questo le regole interne alla fattoria degli animali costruita dalla Casaleggio e associati sono così rigide. Non ci possono essere delitti in Paradiso. Nè dissenso.

 Il povero Pizzarotti proclama, incredulo della condanna a morte, la sua fede nei valori del movimento  e la sua fiducia nella base. Mentre ripudia i vertici e i loro torbidi metodi. Come se fossero entità separabili e non l'espressione della stessa perversione democratica. Comune a tutte le formazioni integraliste. Dove regna una ferrea logica di gruppo e un capo carismatico stabilisce ciò che é giusto e quello che non lo é. Qualcuno più uguale degli altri, meglio se rivestito di una patina di paternalismo. Fiancheggiato da una oligarchia impersonale che ha il compito di far rispettare le regole. Giuste, incontestate, finché non colpiscono te. Solo allora capisci che la partecipazione é apparente. Che lo scopo dichiarato del movimento, restituire ai cittadini un ruolo attivo, viene negato dai modi del suo perseguimento. Che nessuno conta realmente. Che uno vale zero, se la libertà che invochi, la giustizia che reclami, sono solo per te, per i tuoi, e non anche per gli altri, per tutti. Tanti amministratori del PD, perfino DeLuca, sono accusati solo di abuso d'ufficio: li avete dipinti come mostri, nessun “onesto” ha detto distinguiamo. I valori, quando vengono assolutizzati, possono diventare armi terribili. In nome dell'amore si uccide, invocando la pace si fa la guerra, per salvaguardare l'identità si lasciano morire i bambini, per difendere la verità, la sola, si inquisisce, si tortura, si fanno saltare in aria ” gli infedeli”. Di cosa stai parlando Pizzarotti? Davvero non serve sapere se hai mandato una mail. Siete la cosa più vecchia del mondo. Un giudizio di Dio in streaming non vi salverà. Non da voi stessi.

 In quest'epoca incapace di stupirci ci costruiamo stupori artificiali. Scambiando i pazzi per profeti, i mezzi coi perché.Non è il web la chiave dell'ascesa del M5S. Come non aveva fatto vincere Obama. Oggi, dieci anni più addentro nel futuro, si contendono la presidenza USA tre anziani che sanno a malapena usare un computer.

 L'uso delle nuove tecniche di comunicazione è importante ma le congiunture della storia lo sono di più. Il segreto della politica rimane la capacità di rispondere alle domande semplici della gente. Puoi farlo dando in pasto alle ansie illusioni ingannevoli. Oppure avendo in testa le idee difficili che risolvono i problemi. La storia ogni tanto ci regala persone così. Nessuna di loro ha le sembianze di Grillo e DiMaio.

 Continua

 

(Guido Tampieri)