Spett. redazione,
ho ricevuto una e-mail da Legambiente di Medicina che riporta una lettera nella quale si attaccano l'attuale gestione dell'Autodromo e le dichiarazioni del sottoscritto a sostegno della nostra infrastuttura.
Premesso che risulta alquanto curioso che una organizzazione di Medicina, Comune certamente famoso in tutto il mondo per i suoi autodromi, si occupi delle vicende imolesi e che probabilmente chi parla di Autodromo diverso, come il Comitato senza nomi che firma la nota stampa, probabilmente ne vorrebbe la chiusura definitiva.

Premesso che se si fanno investimenti in una infrastuttura ciò ne aumenta anche il patrimonio (e dunque il valore…) e che la città e il territorio imolesi traggono indubbiamente vantaggio dalla presenza di un Autodromo che oggi può vantare un calendario di eventi importanti e una rinnovata autorevolezza internazionale.

Premesso infine che chi critica le posizioni politiche del sottoscritto lascia trasparire in modo abbastanza evidente frustrazione e fastidio verso la stessa esistenza dell'Autodromo.
Fatte queste premesse sono alquanto dispiaciuto che una organizzazione come Legambiente di Medicina sia guidata da estremisti della lotta agli autodromi e ai loro appassionati, come tutte le recenti dichiarazioni pubbliche fanno chiaramente intendere.
Servirebbe maggiore saggezza invece.

Chi si pone strumentalmente contro l'Autodromo e il suo rilancio non conosce l'anima di Imola.
La presenza dell'autodromo si può conciliare con la città, l'area del Parco delle Acque minerali e il sistema economico. Lo stiamo facendo con risultati importanti.
Mi permetto umilmente di suggerire a Legambiente Medicina e a chi si nasconde dietro a Comitati senza nomi di cambiare marcia e di occuparsi più di parchi, alberi ed energia solare che non di piste da corsa perché questo goffo tentativo di entrare direttamente nell'Autodromo li fa uscire di pista.

(Marcello Tarozzi, Capogruppo Pd Imola)