Castel del Rio. Il paese degli Alidosi è l'unico del Circondario dove si voterà per il sindaco e il consiglio comunale domenica 5 giugno dalle 7 alle 23. I candidati a primo cittadino sono due, l'attuale sindaco Alberto Baldazzi a capo di una lista sostenuta pure dal Pd e il suo ex assessore Maraia Barbara. Abbiamo rivolto loro le seguenti domande:
1) Perché Castel del Rio non deve entrare nel Comune unico di Vallata? Si sente di assicurarlo per 5 anni se diventerà sindaco?
2) Come si può aumentare il turismo nel paese degli Alidosi?
3) In quale modo può essere utilizzata meglio la castanicoltura?
4) Che rapporto intendete instaurare con il Circondario e lo considerate o meno ancora un'istituzione importante dopo la nascita della Città metropolitana?
5) Avete già pensato alla giunta e a chi la comporrà. In ogni caso, quale sarà il vostro metodo di lavoro?

Ecco le risposte di Baldazzi.
1) Siamo un paese piccolo, ma dal bilancio sano e dal forte spirito di Comunità. Comune unico per noi significa più i rischi dei vantaggi, soprattutto dopo la fine degli eventuali incentivi, che ammonterebbero a non più di 65mila euro all'anno – insomma, non proprio cifre irresistibili. Certo che garantisco che non entrerò nel Comune unico! L'altra lista nasce esattamente per il volere contrario di Salvatore Cavini e di altri ex sindaci importanti, sapendo che la mia concorrente cambia idea facilmente. Insomma, alcuni contano sulla Maraia proprio per questo, ed è già da un po'. Se avessi dei dubbi, non lo scriverei.

2) Campeggio, area camper, contratto di fiume per le oasi fluviali, tabellazione dei sentieri per le bici, attività con i tour operator della città metropolitana, nuova pista ciclabile. Poi, se riusciamo, giù le tasse sulla seconda casa. Sono quelle che stanno indebolendo l'Appennino, che non è Cortina né Rimini.

3) Stiamo studiando con i l Consorzio una nuova grammatura di vendita, un nuovo packaging e la valorizzazione delle farine e dei prodotti di trasformazione. Il prodotto si vende comunque da sé, è un marrone pregiato. Bisogna difendere la produzione. Il marrone e il castagno sono la vera, grande difesa dell'Appennino.
4) Siamo dentro e ci resteremo, 9 delle 10 funzioni fondamentali dell'Ente sono co-gestite. Ci siamo tenuti l'Ufficio Tecnico perché con esso difendiamo la cura del territorio. Anche qui, la mia avversaria prima diceva che dovevamo difenderlo, poi che dovevamo darlo via. Insomma, come sul campeggio. Prima una cosa, poi l'altra, a distanza di pochi mesi. Ci ha sorpreso spesso, è una che cambia idea facilmente.

5) Abbiamo stabilito che per i ruoli di assessore saranno decisive le preferenze. Chi prende più preferenze, decide se fare l'assessore. Ci sono 3 candidati già con esperienza di giunta come Elisabetta Masi, Sergio Galeotti, Maria Antonietta Zanotti. E poi ci sono i giovani: Cristian Bertozzi, Alice Tagliaferri e Siriana Bertini, queste ultime due pedagogiste. Infine Daniela Masi, dirigente appena pensionata, Gilberto Zappitello, docente di filosofia, Andrea Bandini, progettista, e Gabriele Ciarlatani, coltivatore diretto di Belvedere. E' una squadra forte, di gente capace, che conosce il territorio.

E ora quelle di Barbara
1) Castel del Rio ha peculiarità e caratteristiche tali da non potere entrare nel Comune Unico di Vallata. L'ingresso nel Comune unico non garantirebbe quell'attenzione della quale necessita, date le sue dimensioni e la collocazione geografica. Come può garantire l'autonomia chi fino a ieri ha urlato sguaiatamente contro il Partito Democratico e oggi stila un accordo elettorale con il suo segretario (che peraltro 7 km più a valle il percorso di fusione lo ha già avviato)? Come può garantirla chi, per paura di perdere le elezioni, colleziona una serie di affermazioni talmente infondate e strumentali alle quali diventa francamente difficile replicare? Massima collaborazione e dialogo con tutti, ma no al Comune Unico. Noi siamo gli unici a potere assicurare quanto stiamo dicendo in campagna elettorale perché abbiamo stretto un accordo con il migliore degli alleati: gli Alidosiani.

2) Riunendo il mondo imprenditoriale per pianificare il rilancio del territorio. L'amministrazione uscente in recenti dichiarazioni ha affermato che la forza di Castel del Rio è un'amministrazione capace e che servono imprenditori capaci. Al contrario ritengo che Castel del Rio disponga già di un eccellente mondo imprenditoriale al quale è mancata un'Amministrazione capace di supporto. La concreta promozione del territorio necessita di un serio patto con le nostre realtà economiche. Per noi le parole chiave sono “rete” e “collaborazione”: volantini ed etichette servono davvero a poco se non vi è la capacità di far conoscere Castel del Rio al di là dei suoi confini territoriali. L'amministrazione uscente ha fallito ed è costretta ora a fare molte promesse, mentre noi garantiamo il massimo impegno oltre che le adeguate competenze che il mutato settore turistico e del marketing territoriale richiedono.

3) Il nostro programma sviluppa il tema della castanicoltura in modo dettagliato. Riteniamo che la castanicoltura vada sostenuta attraverso il superamento della frammentazione del mercato; mediante un serio supporto ai produttori che intendano seguire il protocollo per l'utilizzo del marchio IGP; incrementando la lotta biologica avverso la c.d. Vespa cinese. Sarà inoltre garantita la collaborazione con Università ed Istituzioni per porre in essere strategie di lotta sostenibili per attenuare l'incidenza di fattori avversi alla salute della pianta e, quindi, alla produzione. Infine il marrone rappresenta una ricchezza territoriale che va promossa e sostenuta durante tutto l'anno: saranno attuati piani per agevolare l'avvio di attività produttive tese alla trasformazione del marrone.

4) Con la nascita della Città Metropolitana e con il secco no al Comune unico, collaborare con i Comuni vicini diventa una priorità. Il sindaco uscente fa credere di avere tenuto duro, in realtà la sua linea ha comportato la cessione delle funzioni del Comune (compresa la Ragioneria) senza alcuna trattativa, strozzato dalla totale mancanza di buoni rapporti che solo ora sono stati temporaneamente ricuciti nella speranza di vincere le elezioni. Il concetto di rete sarà fondamentale per il futuro della nostra realtà.

5) Al momento ho alcune idee e la scelta dei nomi sarà una decisione condivisa. I criteri saranno le preferenze, le disponibilità e le competenze. Certamente ci saranno consiglieri delegati perché gli assessori sono solo due, ma di persone in gamba in lista ce n'è ben di più. Il mio sarà il metodo della condivisione e del dialogo.

(m.m.)