Imola. Fronte caldo sui rifiuti dal punto di vista giudiziario. La Direzione distrettuale antimafia di Bologna con il pubblico ministero Stefano Orsi e la Forestale, che hanno chiuso un'inchiesta per traffico di rifiuti, false attestazioni e truffa aggravata ai danni della Regione Emilia-Romagna ipotizzano una gestione illecita in tre anni di circa 125mila tonnellate di rifiuti urbani e speciali in un impianto di recupero di Modena della società Akron di Imola dal luglio 2015 assorbita da Herambiente. Cinque gli indagati. Fra le violazioni ipotizzate, ci sarebbero l'attribuzione di codici identificativi errati ai rifiuti per renderli trattabili nell'impianto, lo smaltimento 'tal qual' di rifiuti, in quanto il recupero non era abbastanza remunerativo. L'illecito smaltimento, con un complesso meccanismo, avrebbe consentito ad Akron di usufruire indebitamente dell'ecotassa in forma agevolata.

Dal canto suo, Herambiente, in relazione alla presunta gestione illecita di rifiuti urbani e speciali nell'impianto di recupero di Modena della società Akron di Imola – contesta “in toto l'affermazione che le indagini abbiano evidenziato una situazione di rodata gestione illecita dell'impianto modenese di recupero di rifiuti da parte della società Akron Spa”. In una nota si ricorda inoltre come le accuse ipotizzate dalla Forestale “peraltro non sono state convalidate dal Giudice per le indagini preliminari (Gip) sul presupposto che 'la ricostruzione ad oggi possibile in forza delle indagini compiute è troppo vaga per affermare che le condotte accertate siano riconducibili entro il paradigma dei reati come descritti nella contestazione provvisoria'”. L'accusa dunque, per Herambiente, “si fonda su valutazioni e ricostruzioni contraddette dalla documentazione in atti e dalle autorizzazioni esistenti. Occorrerà quindi – prosegue la nota – attendere il rituale confronto processuale delle parti per l'esito di una vicenda i cui contorni devono ancora essere totalmente da verificare”.