Mordano. Grande partecipazione di agricoltori e rappresenti del mondo dell'ortofrutta lunedì sera 30 maggio al convegno “Internazionalizzazione dell'ortofrutta: nuovi mercati, opportunità e difficoltà”, organizzato dalla Sagra dell'Agricoltura . A parlarne, sotto la conduzione di Gabriella Pirazzini, sono stati Maicol Mercuriali, giornalista Italia Oggi, Cristian Moretti, direttore generale Agrintesa, Davide Vernocchi, presidente Apo-Conerpo e Giuliano Poletti, ministro del Lavoro.

Il tema è quanto mai attuale, tra l'embargo alla Russia che sta colpendo duramente oramai da 2 anni il comparto ortofrutticolo (e più in generale dell'agroalimentare) e un consumo medio della famiglia italiana che si attesta sui 43 euro al mese per l'acquisto di ortofrutta. Un po' pochino, per pensare di garantire non solo lo sviluppo, ma proprio la tenuta del settore. Ecco perché esportare è fondamentale. Di positivo c'è, stando ai dati Istat relativi al commercio di frutta e verdura nel 2015, che l'Italia ha registrato una crescita importante delle esportazioni, che in termini di valore toccano quota 4,5 miliardi di euro (+10,9% sul 2014), con circa 4 milioni di tonnellate (più 3,4% sul 2014). Ma a crescere ancora di più sono le importazioni, con un +6,7% in quantità (3,46 milioni di tonnellate) e un +18,6% in valore (3,83 miliardi). L'embargo alla Russia significa perdere per l'ortofrutta italiana circa 65/70 milioni di euro all'anno. Ma oltre a questo mancanza di sbocco per i nostri prodotti c'è un ulteriore problema che deriva dal fatto che il blocco delle esportazioni in Russia riguarda anche la Polonia e la Turchia, che quindi devono ricollocare i propri prodotti sui mercati Ue, già pieni.
“Il nostro posto in Russia è stato preso da Paesi del Nord Africa, come Marocco, Egitto, dall'Iran, dalla Cina e del Sud America” spiega Maicol Mercuriali.

Se ciò non bastasse, l'embargo oltre ai danni diretti sta portando quel Paese ad investire per diventare produttore di ortofrutta. “La Russia sta convertendo 50 mila ettari a produzioni ortofrutticole” spiega Davide Vernocchi. A proposito delle sanzioni alla Russia, il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti è molto chiaro: “non credo che le sanzioni siano lo strumento più efficace per far cambiare i comportanti di un Paese. Per questo ritengo vada analizzato con cautela il tema delle sanzioni alla Russia: ci sono altri strumenti che vanno ricercati”.