Chi ha “un'età” forse ricorderà «Svegliarsi all'alba io e te» (era Massimo Ranieri? boh) «e far l'amore io e te». Bell'idea, anche se c'è chi preferisce mezzanotte o le 15,07. Ci pensavo domenica 29 maggio, intorno alle 04,50, mentre – quasi sveglio – mi dirigevo a far l'amore con Amedeus (nel senso di Mozart) al parco Tozzoni per una intelligente, originale, umida anteprima a «Imola in musica 2016».

Non sono rimasto deluso, anzi mi sono entusiasmato: l'alba sullo sfondo, le coperte per non bagnarsi di brina, un paio di sedie per chi aveva le ginocchia fuori uso, più gente del previsto (a occhio direi 250-300) e soprattutto un'ottima scelta di brani – il divino/folle Mozart più una variazione di Georg Friedrich Händel – con esecuzioni eccellenti: prima un duo, poi un quartetto. Musicisti giovani, bravi e simpatici: non ho afferrato i loro nomi ma erano due italiani, un albanese e una turca, affiatati e visibilmente felici di far parte del dipartimento d'archi – o “parchi” in questo caso – dell'Accademia internazionale di Imola.

Simpatica anche la presentazione finale del “maestro”, introdotto dall'assessora Marchetti, e graditissimo il bis.
Una ragazza accanto a me ha urlato «viva la musica» ed è un bel motto, quasi un piccolo progetto di vita. Mentre siamo circondati di cattivi rumori e di analfabetismo musicale che un po' di gente continui – o cominci – a far l'amore con Mozart, Stravinskij, Albinoni e così via mi pare un bel segnale. Per combinazione il giorno dopo in edicola ho trovato la riedizione di «A love supreme» di John Coltrane, forse uno dei jazzisti più classici come…. Bach fu il più jazzista degli “antichi”. La buona musica del resto non ha etichette.

Insomma tutto bene all'alba? Beh, forse non avevo una felpa abbastanza pesante per difendermi dall'umidità. Dunque se in settimana muoio di polmonite l'assassino è Mozart; ma fu davvero, per una volta, “un delitto d'amore”.