Imola. Dopo le dure contrapposizioni fra Ausl e sindacati sulla cessione di rami d'azienda a Bologna come il laboratorio analisi e altri primariati che sono venuti da Bologna all'ospeadale Santa Maria della Scaletta, il Comitato per il Diritto alla Salvaguardia della Salute del Circondario Imolese chiede un confronto sulla sanità a tutti i sindaci dei dieci Comuni nei consigli comunali alla presenza di sindacati e associazioni.

“Si parla tanto di riduzione della spesa sanitaria, ma si trascura la soluzione più ovvia: per risparmiare in modo congruo è necessario che le persone non si ammalino o, almeno, che si ammalino il meno possibile oppure che inizino tempestivamente le cure appropriate – sottolinea il Comitato nel quale ci sono persone come il dottor Giovanni Mascolo e Alfredo Sambinello -. In pratica occorre fare prevenzione e agire tempestivamente. Solo in questo modo si possono evitare le sofferenze per il paziente e le spese a carico dello Stato. Per raggiungere questi obiettivi occorre fare una politica sanitaria seria, con un chiaro progetto anche a medio e lungo termine, e non limitarsi come si fa oggi a vivere alla giornata, per esempio acquistando prestazioni dal privato per attenuare le lunghe liste di attesa. Maggiori risorse per la sanità (come pure per la scuola e la sicurezza) non significano aumento della spesa, ma investimenti. Pagare per ridurre la morbilità rispetto al pagare le cure quando la malattia è in uno stato avanzato è il modo più concreto per ridurre la spesa sanitaria. Lo stesso vale per le lunghe liste di attesa: scoprire le cause e mettere in atto le adeguate strategie rende in termini economici molto di più rispetto alla strategia attuale che consiste solo nell'acquisto di prestazioni dal privato convenzionato. Bisogna smetterla di pensare solo al bilancio in termini contabili: quello che veramente conta sono i benefici per la salute”.

Infine il Comitato fa notare come “investire in risorse umane come medici e infermieri non sia uno spreco per la nostra Ausl, anzi consentirebbe di migliorare la qualità dell'assistenza e il clima aziendale. Inoltre più posti di lavoro, darebbero ossigeno all'economia del territorio”.

(m.m.)