Imola. Qualcosa di nuovo si muove nel mondo del lavoro e la Cgil lo accoglie con favore visto che la sua priorità è dare lavoro agli oltre 8mila disoccupati del territorio.
“Da anni chiediamo di affrontare il problema dei disoccupati, a partire da quelli di lunga durata, che sommati ai cittadini ormai rassegnati a cercare una occupazione che non c'è o che esiste in forma estremamente precaria, rischiano di diventare quasi il doppio – ricorda il segretario della Camera del lavoro Paolo Stefani -. L'accordo siglato tra l'Amministrazione comunale e le parti sociali, venerdì 10 giugno, ha principalmente questo come obiettivo dichiarato fin da subito dall'assessore Pierangelo Raffini quando ha convocato per la prima volta il sindacato per illustrare un progetto di rilancio della zona industriale, dopo anni di assoluto silenzio”.

“Questo protocollo ha alcuni punti davvero innovativi per questo territorio che devono essere giudicati con molta attenzione, a partire dal fatto che l'area industriale imolese, tramite lo strumento transitorio del progetto pilota ma che riguarderà tutta l'area, si candida per attrarre investimenti in quanto sistema generale – continua Stefani -. Come Cgil abbiamo sempre sostenuto che la competizione globale non è solo tra prodotti e imprese, ma sempre di più fondata sulla competitività complessiva dei sistemi territoriali che comprendono la logistica, i servizi alle imprese e ai cittadini, lo Stato sociale, l'istruzione, la sburocratizzazione della pubblica amministrazione. In questo caso abbiamo posto la prima pietra verso il disegno futuro del territorio con l'impegno a valutare se esistono condizioni simili anche negli altri Comuni del circondario che deve sempre essere di più il nostro orizzonte. L'altro punto su cui richiamare l'attenzione riguarda la priorità al recupero degli immobili rimasti vuoti con la crisi e l'impegno a consumare meno territorio possibile, che potrebbe diventare anche il prossimo obiettivo per un rilancio dell'edilizia in chiave moderna ed ecologica, a partire dal centro storico”.

“Sono almeno tre i punti qualificanti per raggiungere l'obiettivo della buona occupazione a partire dalla collocazione dei disoccupati di lunga durata, nel rispetto delle norme e dei Contratti Nazionali di Lavoro e in contrasto all'illegalità conclude il segretario Cgil -. Il primo riguarda l'impegno delle parti a fare in modo che la ricerca del personale da parte di eventuali nuovi insediamenti produttivi avvenga prioritariamente attraverso il sistema pubblico del Centro per l'Impiego che, una volta completato il riordino regionale, si promuova come collettore dell'incrocio tra la domanda e l'offerta formativa con i centri abilitati. Il secondo punto riguarda il recupero del titolo di studio tramite l'individuazione di percorsi formativi con il modello duale, secondo lo schema già attuato in regione e sperimentato in Lamborghini e Ducati. Come ultimo punto prevediamo percorsi sperimentali di alternanza scuola lavoro quando saranno definiti gli standard formativi nazionali e avremo a disposizione una regolamentazione da CCNL necessari per l'avvio. In ogni caso deve essere esplicito che qualsiasi percorso dovesse partire in sperimentazione con le imprese, gli studenti sono prevalentemente dentro un percorso scolastico finalizzato a un diploma e questa deve essere la condizione preliminare di ingresso. Non possiamo permetterci di alimentare nemmeno l'idea di un eventuale abbandono scolastico”.